Coronavirus a Roma, #iorestoacasa ma parchi e ville sono pieni di persone

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#iorestoacasa. Giusto. È un momento di emergenza. Già ma l’hashtag successivo è #emochefaccio? L’aria di primavera a Roma di certo non aiuta a rimanere tappati in casa. Le finestre aperte per far entrare qualche raggio di sole sono un richiamo irresistibile. E così decreto alla mano vado alla ricerca di qualcosa che sia consentito fare all’esterno. Una cosa la trovo: lo sport. Ottimo, una corsetta può fare solo che bene. D’altronde per uno iperattivo come me, che si allena anche quando nevica questo è un assist perfetto. E primi dico chi ci sarà mai oggi? Scarpette, pantaloncini, maglia tecnica, cuffie nelle orecchie e via. Fuori pochissime macchine e zero smog. Perfetto. Non incontro praticamente nessuno nel percorso fino al parco. Poi la sorpresa.La villa è piena di maratoneti, improvvisati e non. C’è il professionista che pur di uscire sconfessa il suo credo quotidiano: la giacca e la cravatta. Nonne che sfoggiano tute in ciniglia d’antan. Casalinghe spaesate che ci provano ma poi preferiscono la panchina. I guru del fitness che improvvisano palestre all’aperto seppur a un metro l’uno dall’altro. Anche il partito del meglio una carbonara agli addominali deve rifare le primarie perché i loro leader sono tutti lì di corsa. Praticamente impossibile rispettare le regole base e così un mix di pericolose goccioline di sudore e droplet mi spinge a tornare a casa. Di corsa. #iotornoacasa e ci resto. Il messaggero