Il Campidoglio accusa Ama: strade sporche, rimborsi Tari

in Economia/Roma

Il Campidoglio boccia il servizio dell’Ama, ammette i disservizi che dovranno essere annotati e rendicontati nel report mensile previsto dal contratto di servizio. Non pulite? E allora non vi paghiamo. Parte dalla periferia Ovest la riscossa dei romani, costretti a versare una Tari tra le più alte d’Italia, nella lotta contro la mancata raccolta dei rifiuti. Una rivolta che potrebbe avere costi molto alti per le casse dell’Ama: fino a 6 milioni annui di mancati incassi della tariffa rifiuti.

Siamo a Colle del Sole, tra il Trullo e la Portuense, e per la precisione da via delle Vigne, all’altezza di via Monte delle Piche. Non lontano da qui ci sono seicento cittadini che hanno già chiesto il rimborso dell’80 per cento sulla Tari. Il neonato Comitato civico Colle del Sole è riuscito a strappare al dipartimento Ambiente una lettera firmata dal direttore Laura D’Aprile, già dirigente del ministero dell’Ambiente, nella quale si ammette la mancata raccolta dei rifiuti dai cassonetti, si chiede un immediato intervento e si spiega anche che «tali disservizi dovranno essere evidenziati nell’ambito della rendicontazione mensile». D’Aprile cita l’articolo 11 del contratto di servizio, quello che parla delle «schede tecniche dei servizi resi», finanziati con le risorse ricavate dalla tassa sui rifiuti. La lettera, indirizzata all’ad di Ama Stefano Zaghis e al direttore operativo Marco Casonato, è la risposta alla missiva del 4 febbraio scritta dal comitato nella quale si denunciava la mancata raccolta dei rifiuti su via delle Vigne, ma anche la proliferazione di una colonia di topi.

 

IL DOCUMENTO

La lettera ha già avuto un effetto: aprire la strada ai rimborsi sulle bollette, visto che verrà allegata in diverse cause già avviate in varie zone dagli avvocati. Migliaia le richieste, molte di queste supportate dal Codacons. «È un’ottima notizia – dice l’avvocato Claudio Giangiacomo che segue la causa dei residenti uniti nel gruppo Prati in azione – è ormai noto che l’Ama abbia problemi nella raccolta dei rifiuti e la lettera è un’ammissione da parte del Comune, allegheremo il documento nel ricorso che abbiamo presentato alla commissione Tributaria di Roma». Chiedono il rimborso dell’80 per cento della tassa pagata nel biennio 2016-2018 i residenti di Torpignattara. «Il documento sosterrà la nostra richiesta, solitamente le risposte di Ama e Comune sono inconcludenti» spiega l’avvocato Francesca Ferrarese della Rovere, incaricata dal comitato di quartiere Torpignattara. Stesso entusiasmo anche da parte di Stefania Pane, presidente di Amici di quartiere Piana del Sole-Valle Galeria: «Abbiamo raccolto le richieste di rimborso di 600 persone, siamo stanchi del degrado».

 

I RISCHI

Complessivamente sono ventimila i romani che hanno avviato o potrebbero avviare richieste di risarcimento dell’80 per cento della Tari. Considerando una media di 313 euro da pagare, per una famiglia di tre persone in una casa di 80 metri quadrati, il danno per le casse dell’azienda di via Calderon de la Barca sfiorerebbe i 6 milioni annui, andando a peggiorare una situazione economica già precaria. «È una grande vittoria – spiega Salvatore Ingargiola, uno dei fondatori e attivista del Comitato Civico Colle del Sole – finalmente il Comune ci ascolta». L’associazione non aveva presentato richieste di rimborso fino a oggi. «Ma quel documento – aggiunge Ingargiola – ci fa ben sperare». Il messaggero