Vittorio Feltri avvisa Giuseppe Conte: “Faccia le valigie, il suo gabinetto? “Un ces***”

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In questo momento la politica è particolarmente pasticciata. Difficile sapere cosa succederà domani e anche fra dieci minuti. All’ attesa che si decida a riguardo del processo a Salvini si aggiunge quella relativa alla minacciata sfiducia a Bonafede, ministro della Giustizia e artefice della eliminazione della prescrizione, ad opera di Italia Viva, costola fratturata del Partito democratico. Impossibile azzardare previsioni.

La frase più stravagante comunque l’ ha detta il premier Conte a Renzi: «Se vuoi vattene». Ovvio che se uno desidera togliersi dai piedi dal governo lo fa e basta. Il problema è che se prende tale decisione deve andarsene pure il presidente del Consiglio con tutti i suoi ministri, dato che la maggioranza, con l’ uscita di Matteo, non ci sarebbe più e il gabinetto diventerebbe automaticamente un cesso destinato a chiudere le porte. La dichiarazione dell’ avvocato foggiano è quindi priva di senso. Trattasi di pura autocastrazione. Non sappiamo quali saranno gli sviluppi della faccenda, ma un fatto è certo: se Renzi è di parola, come penso, e boccia quel farfallone sprovveduto di Bonafede, i numeri in Parlamento per approvare la riforma più assurda da immaginarsi non ci saranno e sarà perciò cassata come merita. È ridicolo supporre che si possa eliminare la suddetta prescrizione senza aver prima accorciato i tempi mediorientali dei processi. Questo lo capisce perfino un bambino. Ci dispiace che Salvini sia caduto nella trappola e abbia creduto al guardasigilli allorché promise che si sarebbe impegnato, contestualmente alla cancellazione della stessa prescrizione, a promuovere una modifica sostanziale della durata dei procedimenti. In pratica il Capitano ha subìto una sorta di imbroglio ed è giusto che oggi rimedi al torto cercando di far secco il ministro votandogli contro. Guai se non lo facesse.

Per quanto attiene al progetto di incastrare giudiziariamente il capo della Lega per aver giustamente bloccato le navi, nel ribadire che siamo di fronte a una porcata indigeribile, ci tocca solo attendere. Supponiamo che nessuno avrà il coraggio di condannare il responsabile del Viminale che maggiormente ha difeso il nostro Paese dalle invasioni barbariche. Libero quotidiano