Prescrizione, scontro Renzi-Conte: “Premier vuole crisi?”. Palazzo Chigi: “Sembra all’opposizione”

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– È ancora scontro all’interno della maggioranza sulla prescrizione. Dopo l’accordo Pd, M5S e Leu di esaminare a Palazzo Chigi solo il processo penale, arriva un duro attacco del premier a Italia viva: “Fate opposizione aggressiva e maleducata, chiarite agli italiani”, dichiara a margine del 73esimo anniversario della fondazione dell’Ucid (Unione Cristiana imprenditori e dirigenti).

 

È il leader di Iv, Matteo Renzi, a replicare. “Se Conte vuole aprire la crisi, lo faccia, Iv chiede di aprire cantieri”. “Noi non siamo opposizione – ma non saremo mai quelli che per uno sgabello rinunciano a un principio”.

 

Vista l’innalzarsi della tensione, in serata c’è stata una telefonata fra il presidente del Consiglio e Sergio Mattarella. Premier e il capo dello Stato si erano già visti in mattinata in occasione di un evento alla Corte dei Conti.

 

Renzi: “Garantismo e giustizialismo non sono la stessa cosa”

“La discussione è tutta sulla giustizia – continua Renzi – perché è il terreno sul quale il populismo trova più facile possibilità di entrare. Da questo punto di vista dico senza polemica al presidente del consiglio: non si può dire che garantismo e giustizialismo siano la stessa cosa. È un’assurdità. È come se qualcuno dicesse che democrazia e dittatura sono la stessa cosa”.

Se si vuole lavorare – conclude Renzi – mettiamoci tutti insieme. Se qualcuno vuole staccare la spina, lo faccia, prendendosene la responsabilità sapendo che noi non accetteremo mai nè ricatti, nè minacce”.

 

Se il partito renziano replica sostenendo di non “accettare le provocazioni del premier” e di volere “discutere il merito delle cose su cui Conte sfugge”, Zingaretti dà man forte al presidente del Consiglio. “Bene il richiamo – commenta il segretario dem – è giusto reagire alle fibrillazioni di Iv”. “Non siamo in presenza di crisi, conte ha chiesto chiarezza”, ha poi precisato.

 

Sulla stessa linea di Zingaretti il ministro per in Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà: “Concordiamo con quanto ha detto il presidente Conte: si ritrovi subito uno spirito costruttivo”.

Renzi, non andiamo al Cdm e Conte non è il preside

“I populisti seguono i sondaggi day by day – è l’affondo di Renzi – ma se uno segue una battaglia lo fa anche quando non conviene. Questa non è una battaglia che porta consenso elettorale, ma dignità. E alla dignità non si rinuncia”.

 

“Lucia Annibali ha proposto un emendamento e ha detto ‘prendiamoci del tempo’. Ai tavoli avevamo detto che eravamo disponibili anche ad accettare che la prescrizione potesse essere cancellata, ma solo dopo l’Appello”.

 

“Il ministro della giustizia Bonafade ha detto che stasera ci sarà il voto sul Lodo Conte Bis, un pasticcio da azzeccargarbugli che non sta in piedi. Allora noi non ci andiamo. E il presidente del Consiglio non può dire ‘assenza ingiustificata’. Perché non è il preside di una scuola”.

Renzi a Conte, se vuoi altra maggioranza ti aiuto

“Presidente la palla tocca a te”, dice Renzi rivolgendosi a Conte. “Noi non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche”. “Tu puoi cambiare maggioranza, presidente del Consiglio. Se noi siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Non puoi dire che siamo opposizione maleducata: se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano”.

L’attacco di Conte a Iv: “Vostra opposizione maleducata, chiarite a italiani”

“Iv un giorno sì e l’altro pure dichiara che vuole produrre un atto di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, Iv vota costantemente con le opposizione in questi giorni”.

 

“A parte che alcune di queste iniziative sono illogiche, io sfido gli italiani a comprendere come può un compagno di viaggio minacciare la sfiducia di un ministro che non è solo il capo delegazione della principale forza di maggioranza relativa, ma è anche il ministro che abbiamo lodato tutti per la riforma del processo civile”.

Occorre lavorare con spirito costruttivo – ha aggiunto il capo dell’Esecutivo – e mettere da parte l’esigenza di smarcamenti politici” predisponendocisi a trovare “una mediazione”. “Io mi siedo al tavolo e offro la garanzia di ascoltare le ragioni di tutti, non è mai successo che le quattro forze politiche” della maggioranza “non abbiano avuto pari dignità. Se poi un’idea non viene accettata non si può pensare che si voti con l’opposizione”.

 

Poi, riferendosi, senza citarlo, a Matteo Renzi, l’affondo: “Dire ‘io mi ritengo l’alfiere del garantismo’, dire che ‘senza di me le garanzie costituzionali non esistono’, questa è una posizione un po’ irragionevole se ci predispone al confronto nella piena correttezza”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Conte: “Non sedersi al tavolo del Cdm assenza ingiustificata”

“Bonafede è un ministro – ha proseguito il premier- che si è intestato una riforma della prescrizione che a non tutti piace ed è già in vigore, ma attenzione: si può non condividere ma è per questo che ci si siede attorno a un tavolo e si lavora insieme. Il ministro Bonafede si è reso disponibile a superare quella norma, siamo arrivati a lodo Conte, poi a una mediazione ancora più avanzata”.

Non c’è nemmeno più la norma Bonafede – continua il premier – quindi lo si insulta per cosa? Lo si sfiducia per cosa? Perché da giovane trascorreva qualche nottata in discoteca a fare il dj? Io l’ho conosciuto per aver fatto un dottorato di ricerca all’università di Pisa”.

 

“Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale – sottolinea il presidente del Consiglio a proposito della possibile assenza di Iv al Cdm – non sarebbe un fatto da trascurare, la riterrei un’assenza ingiustificata”.

Conte: “Sono cose che si possono accettare da un partito di maggioranza?”

“Son tutte cose che da un partito di opposizione che volesse fare una opposizione aggressiva e maleducata si possono anche accettare, ma chiedo agli italiani: da un partito di maggioranza si possono accettare? Credo che Iv debba darci un chiarimento, ma non a me, a tutti gli italiani”. “I ricatti – ricorda il premier – non sono accettati da nessuno”. Per lavorare il clima non può essere questo.

Zingaretti: “Reagire a fibrillazioni Iv”

“Condivido la forte preoccupazione e il richiamo alla serietà del presidente del consiglio. È una sua prerogativa reagire a fibrillazioni che a questo punto è giusto vengano prese sul serio. Bisogna chiedere maggiore collegialità”. Così Nicola Zingaretti, in conferenza stampa, a proposito delle parole di Conte rivolte a Italia viva.

 

“Io non credo che siamo in presenza di una crisi che nessuno ha dichiarato – – ha spiegato Zingaretti – Conte ha chiesto un atto di chiarezza e per questo chiedo che si vada avanti con un Piano per l’Italia”. Repubblica