CASO KIRCHNER: DOVE SONO LE ISTITUZIONI ITALIANE?

in Editoriale/Esteri

“Italiani geneticamente mafiosi”: sono queste le parole della vice-presidente argentinaCristina Fernández de Kirchner, che stanno facendo il giro del mondo. In Italia, la notizia è rimbalzata sulle agenzie di stampa solo nella serata di martedì 11 febbraio, ma le dichiarazioni sono precedenti. Risalgono infatti a sabato 8 febbraio e sono state pronunciate, guarda caso, a Cuba, durante la Fiera del libro in programma a L’Avana nella quale Kirchner figurava tra gli ospiti d’onore.

Mentre persino gli organizzatori dell’evento si dissociavano dalle esternazioni dell’icona femminile della sinistra sudamericana, in Argentina, dove oltre il 50 per cento della popolazione è di origine italiana, è scoppiato il putiferio, con la reazione furente di numerose associazioni che rappresentano la comunità italo-argentina.

Per far rientrare le accuse di “italofobia” che hanno travolto la Kirchner e chiudere il caso, quanto meno di fronte al Paese oltraggiato, al presidente argentino, Alberto Ángel Fernández, è bastato convocare l’ambasciatore italiano, Giuseppe Manzo, il quale si è accontentato di ascoltare il resoconto della recente visita a Roma del suo interlocutore.

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