TERRORISMO JIHADISTA IN EUROPA: È IL MOMENTO DELLE LEGGI SPECIALI?

in Editoriale/Terrorismo

di Souad Sbai

Nuova ondata di terrorismo jihadista in Europa. Nel mirino, immancabilmente, Gran Bretagna e Francia. La tecnica impiegata, in tutti e due i casi, è quella dell’accoltellamento che, sulla scia degli attentati alla prefettura di Parigi e del Black Friday a Londra e Amsterdam, si conferma quella attualmente più in voga, in virtù della sua semplicità in fase sia di pianificazione che di attuazione. Il coltello non è letale quanto un’arma da fuoco o un ordigno esplosivo, ma è di facile reperimento ed è sufficiente a spargere panico tra la popolazione, come sta accadendo tra i londinesi e gli inglesi in generale.

Il premier Boris Johnson ha ben poco da festeggiare quando si tratta di terrorismo. Aveva promesso leggi speciali in reazione ai 2 morti e ai 3 feriti provocati lo scorso 29 novembre dal 28enne pakistano Usman Khanjihadista comprovato in libertà “vigilata”. Il regime carcerario soft, in vigore non certo solo in Gran Bretagna, era finito al centro delle polemiche insieme al fallimento dei programmi di de-radicalizzazione e Johnson aveva promesso cambiamenti significativi nelle politiche anti-terrorismo.

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