MORTE DI IMANE FEDIL, SOUAD SBAI: “CRITICA LEGITTIMA ALL’EX AMBASCIATORE HASSAN”

in Comunicato Stampa

ROMA – “Il Tribunale di Roma ha confermato il mio diritto di critica verso l’operato dell’ex ambasciatore del Marocco in Italia ma per Imane Fedil giustizia deve essere ancora fatta”. Ad affermarlo è Souad Sbai, Presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia-ACMID, in riferimento al caso della modella marocchina Imane Fedil deceduta lo scorso 1° marzo, dopo oltre un mese di agonia, presso l’ospedale Humanitas di Milano, per ragioni e in circostanze che restano ancora da chiarire.

 

Nell’occasione, Souad Sbai aveva chiamato in causa l’ex ambasciatore Abouyoub Hassan, successivamente dislocato in Romania, per lo scarso interesse mostrato nel corso della vicenda, e quest’ultimo, non l’Ambasciata, aveva sporto querela accusandola di aver diffamato lui e le istituzioni marocchine. “In quanto primo rappresentante della comunità marocchina in Italia, sarebbe stato suo dovere intervenire in segno di solidarietà e vicinanza, non dopo 17 giorni ma immediatamente”, ha ribadito il Presidente di ACMID.

 

 

 

La difesa dagli avvocati Daniele Costi e Potito Flagella ha evidenziato “la pertinenza del caso Fedil con lo scopo dell’Associazione ACMID, che si occupa della tutela dei diritti delle donne marocchine in Italia. La critica compiuta era pertanto legittimamente finalizzata a svolgere attività di sensibilizzazione rispetto al decesso di una cittadina marocchina in territorio italiano”, spiega Sbai.

 

 

 

Sulla vicenda di Imane Fedil, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione del caso, in quanto il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali. “Fedil sarebbe morta per una forma rara di aplasia midollare ma come ha potuto contrarre una simile malattia? – si domanda Souad Sbai -. Nel sangue di Imane era stata riscontrata una quantità di metalli superiore alla media, mentre tracce di sostanze radioattive sono state rilevate nelle urine. Occorre una nuova perizia sul corpo che fornisca risposte soddisfacenti. L’inchiesta sulla morte di Fedil non può essere archiviata senza che la piena verità venga accertata”.

La Redazione