Virus Cina: 170 morti, i casi accertati oltre oltre 7mila. I contagi superano quelli della Sars

in Esteri/Salute

Sale a 170 il numero dei morti per il coronavirus mentre si registra una impennata dei contagi con 1.700 nuovi casi, che si sommano ai circa 6.000 già accertati. Il numero delle vittime è salito a 170 a causa di 37 decessi nella provincia dell’Hubei, dove si e’ diffusa la malattia e uno nella provincia sud-occidentale di Sichuan. L’allarme del governatore di Hubei: mancano medicine e protezioni   Il governatore della provincia dell’Hubei, Wang Xiaodong, ha avvertito che c’è una grave carenza di forniture mediche, non solo a Wuhan,  citta’ epicentro dell’epidemia dal nuovo coronavirus della polmonite, ma anche nella citta’ vicine. Il governatore ha aggiunto che mancano anche gli indumenti protettivi usa e getta. “E’ la prima cosa a cui penso la mattina quando mi sveglio”, ha detto in una conferenza stampa riportata dai media locali.     Secondo il governatore, la situazione è cosi’ grave che alcuni tra il personale medico indossano impermeabili e sacchetti di immondizia monouso come copriscarpe per proteggersi.     Primo caso in Tibet    Anche il Tibet ha riportato il suo primo caso, rende noto la Commissione sanitaria nazionale(Nhc) cinese.   Le 38 nuove morti segnano il più alto aumento di decessi giornalieri dall’inizio dell’epidemia e arrivano mentre è incorso un massiccio sforzo di contenimento che sta tenendo bloccate decine di milioni di persone nello Hubei.   La maggior parte delle ultime infezioni segnalate si è verificata proprio nella provincia focolaio del virus, che ne ha registrate 1.032.       Usa: manderemo i nostri migliori esperti   Gli Usa invieranno i loro “migliori esperti”, su invito della Cina, per collaborare alle ricerche sul coronavirus. Lo ha annunciato il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow. “Stiamo inviando in aiuto i nostri migliori esperti del Centro di controllo per la prevenzione della malattie”, ha dichiarato Kudlow ai giornalisti, precisando che gli esperti Usa sono stati invitati dalla Cina a lavorare insieme all’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms) nella ricerca di una cura.     Nei giorni scorsi il presidente, Donald Trump, aveva offerto alla Cina e all’omologo Xi Jinping “ogni aiuto necessario”: “i nostri esperti sono straordinari”, ha assicurato Trump in un tweet. Ikea chiude tutti i suoi negozi  in Cina Ikea ha annunciato la chiusura  temporanea di tutti i suoi negozi in Cina a causa dell’emergenza  coronavirus. Ieri, il gruppo svedese aveva annunciato la decisione di  chiudere circa metà dei suoi punti vendita cinesi, per poi annunciare  oggi misure più drastiche. I negozi rimarranno chiusi per un tempo  indefinito.       Nuova riunione dell’Oms L’Organizzazione mondiale della sanità domani terrà una nuova riunione d’emergenza di esperti per stabilire se l’epidemia di coronavirus iniziata in Cina costituisca un’emergenza sanitaria internazionale. Il meeting è stato convocato dal direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus dell’organismo Onu basato a Ginevra. “La decisione di riunire nuovamente il comitato d’emergenza è basata sull’evidenza di aumento del numero di casi e anche della trasmissione del coronavirus da uomo a uomo anche al di fuori dalla Cina. Questi sviluppi sono di grande preoccupazione”, afferma in conferenza stampa nella sede dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a Ginevra Michael Ryan, Executive Director, Who Health Emergencies Programme, appena rientrato dalla missione in Cina. “Fuori dalla Cina abbiamo avuto finora solo 68 casi” di coronavirus, “pari all’1% del totale, e nessuno morto”. Questo “è merito degli sforzi straordinari fatti dal governo cinese per fermare la diffusione del virus”. Così, in conferenza stampa a Ginevra, il direttore generale dell’Oms, Tedros, appena rientrato dalla Cina. Le 142 che persone decedute vivevano in Cina. La stragrande maggioranza dei contagiati era stato in Cina, e solo 3 non vi erano stati”. Rimpatrio italiani con aereo civile “Saranno una cinquantina gli italiani che torneranno in Italia”. E’ quanto ha dichiarato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri intervistato da Radio Radio. “L’ipotesi di lavoro è quella di un atterraggio a due giorni da oggi di un aereo civile sotto l’egida militare. Stiamo valutando dove far proseguire la quarantena che certamente ci sarà, conclude Sileri, limitata a un quindicina di giorni, che è il periodo d’incubazione del virus”. “Stiamo lavorando perché un volo parta domani e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan” ha poi affermato il ministro della Salute Roberto Speranza durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta. “La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata – ha aggiunto Speranza -. Bisogna tenere alta l’attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo”. “Il governo italiano è impegnato per dare il massimo supporto ai nostri connazionali in Cina”, scrive il ministro degli esteri Luigi Di Maio su twitter confermando che “domani parte un volo per il rimpatrio degli italiani che si trovano a Wuhan”. Forse insieme in struttura militare Gli italiani potrebbero trascorrere gli eventuali 15 giorni di ‘sorveglianza’ sanitaria in una struttura militare. Una decisione definitiva non è stata ancora presa dal Ministero della Salute, ma questa al momento sembra l’ipotesi più accreditata per motivi logistici. Da Wuhan i cittadini italiani potranno partire solo dopo visita medica che escluda problemi, quindi solo se sani. In viaggio useranno la mascherina, e in Italia saranno in isolamento gli uni dagli altri. Negativo l’esame sul paziente ricoverato a Napoli Non era da coronavirus l’infezione che ha colpito un uomo cinese rientrato dal suo paese e ricoverato al Cotugno di Napoli. Lo confermano le analisi realizzate all’Istituto Spallanzani di Roma che aveva fatto scattare le procedure di controllo.  4 casi in Fvg, Regione: sono negativi Quattro casi di coronavirus sono stati segnalati in Friuli Venezia Giulia tra le città di Udine e Trieste. Tutti e quattro i casi, però, “sono negativi”, come ha fatto sapere l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, parlando ai microfoni della Tgr Rai. Riccardi, confermando i quattro casi, ha spiegato che le persone “avevano dei sintomi particolari e per precauzione sono stati esaminati. Tutti gli esiti degli esami hanno dato risultati infondati”. I pazienti coinvolti, ha fatto sapere,arrivavano dall’area da dove si è propagato il virus. Ue: 600 europei in Cina da rimpatriare Oggi ci sono “circa 600 cittadini europei in Cina che vorrebbero lasciare la Cina” a causa dell’epidemia di coronavirus. Lo ha comunicato il commissario Ue per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic. Al momento però solo la Francia ha chiesto assistenza per il rimpatrio. Tuttavia, 14 paesi hanno comunicato di avere cittadini in Cina da rimpatriare, fra cui l’Italia. Il meccanismo europeo di protezione civile “può coprire fino al 75% dei costi di trasporto”, ha precisato Lenarcic. L’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (ID), membro della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, che ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione sulla potenziale diffusione in Europa del virus. Ue: potenzialità per minaccia molto grande Il contagio da coronavirus “evolve molto velocemente e c’è la potenzialità di una minaccia molto grande”. Lo ha detto Stella Kyriakidou, Commissario europeo perla salute, parlando alla plenaria del Parlamento europeo. “La mia priorità – ha sottolineato – è assicurare tutto il sostegno agli Stati membri. Abbiamo già preso una serie di provvedimenti per sostenere le misure nazionali e siamo in costante contatto. Abbiamo bisogno di uno scambio immediato di informazioni e di coordinare la risposta europea”. 5 casi in Francia, 4 in Germania, uno in Finlandia Cinque casi in Francia, quattro in Germania, un caso in  Finlandia. Questo il punto sul contagio di cittadini Ue in Europa al Parlamento europeo riunito in  sessione plenaria. Alla Commissione risulta che attualmente circa 600 europei vorrebbero lasciare la Cina, ma al momento  solo la Francia ha chiesto assistenza Ue per i rimpatri. Il  Meccanismo Ue di protezione civile può coprire fino al 75% dei costi di viaggio. Risulta che i paesi che hanno segnalato cittadini nazionali che vogliono rientrare dalla Cina sono Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Spagna,  Finlandia, Francia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania e Regno Unito. Il Presidente cinese: situazione “cupa e complicata” La situazione nel contrasto all’epidemia di polmonite da coronavirus è ancora “cupa e complicata”,  ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, ripreso dai media statali cinesi, in un messaggio in cui ha sottolineato l’allineamento al Partito Comunista Cinese delle Forze Armate cinesi “per combattere duramente e sostenere attivamente la prevenzione e il controllo” dell’epidemia. Nel messaggio, Xi ha chiesto agli ospedali militari di fare del loro meglio per accogliere tutti i pazienti e ha sollecitato l’intensificazione della ricerca scientifica contro il nuovo coronavirus. Effetti su voli e commercio. Coppa del mondo di sci sospesa American Airlines taglia i voli con la Cina a causa dell’emergenza coronavirus. Tutti i collegamenti da Los Angeles a Shangai e Pechino saranno sospesi dal 9 febbraio fino al 27 marzo. Proseguiranno per ora regolarmente invece i voli da Dallas e Los Angeles a Hong Kong. American Airlines è la seconda compagnia aerea statunitense a sospendere alcuni voli con la Cina dopo United Airlines. È arrivato negli Usa l’aereo proveniente da Wuhan con oltre 200 cittadini americani a bordo. Saranno tenuti in isolamento in California per un periodo di tempo indeterminato in attesa di verificare che non sviluppino sintomi del coronavirus: i 201 americani evacuati saranno così sottoposti a una sorta di quarantena nonostante nessuno di loro sia al momento malato.   Ad annunciarlo – in un comunicato – il dipartimento alla Sanità dell’Alaska, dove l’aereo è atterrato per poi proseguire per la California. Ai primi screening medici condotti sui passeggeri, nessuno ha evidenziato sintomi sospetti. Lo riporta la Cnn. Sul sito Flight Aware si vede il velivolo della Kalitta Air circondato da diverse persone bardate con le tute protettive. Dopo il rifornimento l’aereo l’aereo è ripartito da una base militare in California. Inizialmente sarebbe dovuto atterrare in un aeroporto civile ma questa notte le autorità Usa hanno comunicato la nuova destinazione. La British Airways ha annunciato la sospensione immediata di tutti i suoi voli verso la Cina a causa della epidemia.  Anche Lion Air, la più importante compagnia aerea del sudest asiatico, ha deciso di interrompere tutti i voli a partire dal 1 febbraio. Anche la tedesca a Lufthansa cancella i voli da e per la Cina. Lo ha confermato la compagnia aerea tedesca, dopo una prima indiscrezione pubblicata dalla Bild.  La compagnia aerea tedesca ha deciso di annullare tutti i voli da e per la Cina continentale, per via dell’epidemia di coronavirus. La sospensione, ha fatto sapere la società, sarà in vigore fino a 9 febbraio e riguarda anche le compagnie controllate Swiss e Australian Airlines. In serata, anche l’olandese Klm e la spagnola Iberia hanno annunciato la cancellazione di voli per la Cina. A partire da venerdì, i voli Klm diretti per le città di Chengdu e Hangzhou saranno sospesi, mentre i numeri di voli per Shanghai saranno ridotti da 11 a 7 alla settimana. La tratta di Pechino, invece, non subirà modifiche, ha fatto sapere Klm in una comunicato. Le misure saranno in vigore fino al 29 febbraio. Quanto a Iberia, la sospensione riguarda tutti i voli verso la città di Shanghai, l’unica destinazione che opera in Cina. La sospensione sarà effettiva da venerdì, quando era previsto il prossimo volo, e durante il mese di febbraio. Rinviati anche i Mondiali indoor di atletica Il coronavirus ferma anche i Mondiali indoor di atletica leggera, che erano in programma a Nanchino nel marzo prossimo. World Athletic, la federazione internazionale di atletica leggera, ha reso noto di aver deciso insieme con gli organizzatori cinesi di rinviare di un anno, a marzo 2021, l’evento che si doveva tenere nella città cinese dal 13 al 15 marzo prossimi. “Sappiamo che la Cina sta facendo tutto il possibile per contenere il nuovo coronavirus – dichiara in una nota – ma è necessario fornire agli atleti, alle federazioni e ai partner indicazioni chiare in una situazione complessa e in rapida evoluzione”. Intanto, per i timori che l’infezione da coronavirus si diffonda ancora più rapidamente Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio. Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di metà dei propri punti vendita in Cina. La catena di negozi di caffè non è la prima a chiudere negozi nel Paese: pochi giorni fa anche McDonald’s aveva annunciato una decisione simile.  Ikea ha annunciato che chiuderà metà dei suoi stabilimenti in Cina anche se, precisa l’azienda, i salarati cinesi continueranno a essere pagati in attesa di poter riaprire. Ikea ha 30 punti vendita e magazzini in Cina e impiega circa 14.000 persone. L’azienda svedese ha detto di aver preso tale decisione per contribuire alla lotta contro la diffusione del virus. Polemiche in Australia per la proposta del premier Scott Morrison di spedire i 600 australiani di ritorno da Wuhan, sull’isola di Natale (Christmas Island), famigerato centro di detenzione migranti. Due settimane in quarantena a 2.000 km dal continente, questo il piano del governo australiano secondo quanto riportato dalla Bbc, per scongiurare il pericolo di contagio.  Le prove di Coppa del mondo di sci, previste in Cina a febbraio, sono state annullate per via del nuovo coronavirus. Lo riferiscono le autorità di Pechino. rainews

Tags:

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina