Comune di Roma e Regione Lazio, la Lega rischia il doppio boomerang

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A marzo le suppletive nel collegio lasciato libero da Paolo Gentiloni saranno un test indicativo. Poi Claudio Durigon cercherà la spallata al Comune di Roma per lanciare la corsa alla Regione. Dove però Nicola Zingaretti intende restare fino al 2023. Ma il segretario del Pd adesso vuole capire chi era già pronto a saltare sul Carroccio.

Il primo appuntamento di una certa importanza sarà rappresentato dalle elezioni suppletive di marzo nel collegio di Roma Centro, quello dove fu eletto Paolo Gentiloni, nel frattempo diventato commissario europeo. Il Pd schiera il ministro dell’Economia Paolo Gualtieri. Il centrodestra sembra orientato a proporre il tributarista ed ex assessore della giunta Alemanno, Maurizio Leo.

Roberto Gualtieri © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

Sarà un test per capire più che altro quale vento soffia in questo momento. Poi il 29 marzo ci sarà il referendum per il taglio di ben 343 parlamentari. Si prevede una sorta di plebiscito, che però avrà l’effetto di blindare ancora di più questa legislatura, dal momento che in tanti, consapevoli di non essere rieletti, cercheranno di rimanere in carica fino al 2023.

Intanto però nel Lazio toccherà all’onorevole Claudio Durigon organizzare il doppio attacco della Lega: intanto alla sindaca di Roma Virginia Raggi (Cinque Stelle) e poi al segretario nazionale del Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Durigon è il coordinatore della lega nella Capitale e quindi sarà tra quelli che sceglierà il candidato sindaco. Ma è difficile che dopo le regionali dell’Emilia Romagna ma anche della Calabria Giorgia Meloni (fortissima nella Capitale e nel Lazio) lasci carta bianca all’alleato leghista. E anche Forza Italia (Maurizio Gasparri e Antonio Tajani) vorranno dire la loro.

L’ex sottosegretario Claudio Durigon

Claudio Durigon è da tempo il candidato in pectore del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, ma ora Zingaretti si avvia a completare la legislatura. Cioè sarà in carica fino al 2023. Tanto tempo, troppo per non pensare di provare una spallata. Le spallate però (Emilia docet) non riescono facilmente e spesso si trasformano in un boomerang. Nelle province laziali però, specialmente a Frosinone e Latina, in tanti avevano già scommesso sulla Lega, promettendo sostegno a tutto campo: imprenditori e associazioni. Ma il risultato dell’Emilia Romagna ha scompaginato i piani. E adesso Nicola Zingaretti andrà a verificare chi era pronto a traslocare sul Carroccio di Claudio Durigon e di Matteo Salvini. alessioporcu.

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