Olimpiadi di Tokyo, distrutte le bici della Nazionale afgana: “Siete donne, per voi niente Giochi”

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Erano quasi riuscite a realizzare il loro più grande sogno: rappresentare il proprio Paese in un evento così importante come le prossime Olimpiadi di Tokyo. A mettersi di traverso, però, è stato proprio il loro Paese, l’Afghanistan, che le considera un pericoloso modello. Il sogno di Malika, Frozan, Zahra e Zhala si è interrotto in un modo vergognoso: quelle biciclette che avevano permesso loro di scoprire la libertà sono state distrutte in mille pezzi da chi considera l’emancipazione femminile qualcosa da contrastare a tutti i costi.

Olimpiadi di Tokyo, distrutte le bici della Nazionale afgana: “Siete donne, per voi niente Giochi”

Nonostante la protezione offerta loro dal presidente della Federazione Ciclistica afgana, Fazli Ahmad Fazli, alla fine la mentalità di parte della popolazione ha prevalso.
Quel vile gesto ha distrutto anche un altro sogno: quella della loro allenatrice, Rukhsar Habibzai, che a soli 22 anni è riuscita a creare una rete per dare sostegno alle cicliste di tutto il Paese, che sono 75.
Tra i suoi obiettivi non c’era solo quello di vedere il suo team alle Olimpiadi. Rukhsar vorrebbe contribuire a cambiare la mentalità della sua gente, che purtroppo vede di cattivo occhio una donna che va in bici.

 

Quello che è la normalità per le donne occidentali, in Afghanistan è ancora un tabù: “Anche io ho un sogno – ha spiegato recentemente la giovane allenatrice – vorrei che il ciclismo diventasse parte integrante della nostra cultura. Vorrei vedere le nostre ragazze pedalare felici senza paura, sarebbe bello. Vorrei che a tutte le donne venisse data la possibilità di allenarsi e gareggiare. Vogliamo metterci alla prova e vincere competizioni importanti”

Secondo molti afgani, se una donna decide di andare in bici è perchè vuole dare scandalo e disonorare la propria famiglia: salire su un sellino, così come tante altre cose che per noi sembrano la normalità, viene visto come una provocazione sessuale.

A causa di questa mentalità, le ragazze di Rukhasar non potranno portare la loro bandiera ai Giochi Olimpici di Tokyo.

Olimpiadi di Tokyo, distrutte le bici della Nazionale afgana: “Siete donne, per voi niente Giochi”

Per qualificarsi le 5 atlete avrebbero dovuto sostenere ad alcune gare, ma le loro bici, ricevute in dono dalla giornalista statunitense Shannon Galpin, erano state danneggiate.

A quel punto Fazli Ahmad si era appellato all’Uci (Unione Ciclistica Internazionale) affinchè aiutassero le cicliste del suo paese, ma le nuove bici – nonostante le promesse – non sono arrivate.

A riaccendere la speranza negli occhi delle atlete afgane è stata l’Italia:

Olimpiadi di Tokyo, distrutte le bici della Nazionale afgana: “Siete donne, per voi niente Giochi”

 

Renato Di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana e vice presidente della Uci, ha deciso di sostenere il loro progetto: “L’Italia e la nostra federazione saranno in prima linea per aiutare queste atlete. Le aiuteremo ad ottenere i visti in modo che possano arrivare in Italia dove le aiuteremo con gli allenamenti. Le aiuteremo anche a chiarire i motivi per i quali la nazionale afgana non ha ottenuto i pass per Tokyo”.

Malika, Frozan, Zahra, Zhala e Rukhsar hanno deciso che non abbasseranno più la testa e che lotteranno in tutte le sedi per la loro libertà e per quella delle donne del loro Paese. fidelitynews