La probabile fuga del Qatar. Si profila la vendita del Mater Olbia.

in Esteri

Una probabile fuga dello stato arabo del Qatar dai suoi investimenti in Sardegna e soprattutto dalla spinosa vicenda del Mater Olbia, sembra oggi più che probabile. Tante le avvisaglie quotidiane e troppe, secondo gli avvocati del Marini, gli strascichi giudiziari che stanno compromettendo quello che sembrava un ospedale modello con la sua famigerata eccellenza. Ma di quale eccellenza si vuol parlare? A ben leggere e osservare le testimonianze di pazienti che in quella “eccellenza” sono andati, pensando di trovare la soluzione ai loro casi, il Mater Olbia è tutt’altro. Intanto, partendo dalle premesse che fecero sciogliere i dubbi alla politica regionale, nessuna specialità che impedisca la mobilità passiva, la cosiddetta fuga nella penisola alla ricerca di quell’assistenza mancante in Sardegna. I servizi presenti, pare gestiti da medici di terza fascia, tranne poche eccezioni, non suscitano gli appetiti di chi aveva pensato ad una soluzione vicino casa.

 

Il caso raccontato da galluranews, quello di un cardiopatico che preferì andare al Mater per non andare a Cagliari per un problema non complesso di ortopedia, dimostra ben altro. Le notizie di tantissimi operai non pagati che vi lavorano, o lo hanno fatto prima di andar via, e quelle di numerose ditte che avanzano crediti per milioni di euro, sembrano tracciare un limite netto tra quel che alcuni titoloni decantano e quella che è una amara verità dei fatti.

 

 

Un’insegna stradale a terra da mesi

Il Qatar, dunque, da voci fondate che provengono proprio dalla politica regionale, sta per fare le valigie e vendere ad una società abruzzese specializzata in cliniche private che ha una ventina circa di istituti ospedalieri in Italia.

 

Lo riporta, al solito con dati e documentazione certa, un pezzo di Sardegna Reporter, testata che dal principio ha ricercato cosa vi fosse dietro all’ospedale sardo-qatariota.

 

Il Qatar vittima della mala gestione del manager

« I politici sardi – scrive S.R. che tanta pubblicità si sono fatti grazie al Qatar Foundation, con tanto di selfie davanti l’ospedale privato finanziato dall’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani. L’Emiro, purtroppo, è vittima illustre della mala gestione dei sui manager. Chissà se ora quella parte di politici ai quali stava tanto a cuore il Mater Olbia, avranno il coraggio di uscire allo scoperto e comunicare ai sardi che l’operazione della tanto pubblicizzata eccellenza sanitaria sarda è miseramente fallita. Il passaggio dell’ospedale privato targato Qatar al gruppo italiano-abruzzese, specializzato nella sanità privata che conta in Italia circa 18 cliniche private con una holding dal fatturato di centinaia di milioni di euro annui, è ormai prossimo».

 

Il quotidiano fa leva anche sul corposo fascicolo giudiziario prodotto in questi 5 anni e oltre da Alessandro Marini, imprenditore e presidente dell’IVG che vanta la proprietà dei terreni. La persecuzione ai suoi danni, ha gettato discredito su di lui che ha avuto il solo torto di raccontare la verità e farlo apportando carte e documenti di cui solo chi non vuol o non può vedere, dubita persino dell’esistenza.

Alessandro Marini

«In proposito – continua S.R., però, occorre puntualizzare che la conclusione dell’operazione è legata al via libera dei legali di Alessandro Marini, nonostante il discredito che noti personaggi hanno alimentato nei suoi confronti. C’è chi, infatti, negli ultimi cinque anni si è distinto nel raccontare, in alcuni ambienti, una distolta verità giudiziaria nei confronti di Alessandro Marini. Una verità, è bene sottolinearlo, chiaramente rappresentata negli atti che compongono i 3 fascicoli 920/16 922/2016 1298/2019 C.C. pendenti presso il Tribunale di Tempio Pausania. Il Qatar, ormai, ha deciso di lasciare la Sardegna, iniziando a dismettere, appunto, i suoi asset principali, uno tra tutti il Mater Olbia Hospital ».

 

Qatar e la politica regionale

La Sardegna, per sua vocazione, è terra di conquiste facili da parte di chi, disponendo di ingenti finanziamenti, cerca di far fruttare quei denari e di radicare la propria presenza nell’isola. Che il Qatar avesse questo scopo, lo si conosce, ma sapere oggi che dietro i soldi erogati ne è scaturita una struttura, ancora cantiere, con cause di risarcimento in corso, con imprese messe in ginocchio, sfugge anche alle regole e ai principi dell’investimento. La politica regionale, quella precedente e quella attuale, avrebbero meglio compreso quanto andavano a fare il luglio scorso quando avevano deciso di stanziare le somme a favore della parte convenzionate del Mater Olbia. Hanno avuto documentazione prima che ciò avvenisse ma hanno tirato dritto per la loro strada, per pagare “una cambiale”, come disse qualcuno, ” inderogabile. Un atto dovuto”.

 

«Di certo il fallimento politico – continua Sardegna Reporter – e imprenditoriale dell’intera operazione non è da addebitare al nuovo Governo Regionale a trazione sardo-leghista, ma per chiarezza giornalistica tale irresponsabilità va addebitata esclusivamente al management Qatariano, che in più occasioni, pur di giustificare la propria fallimentare gestione davanti alla Famiglia Reale degli Al Thani, scaricavano tutte le colpe sulla burocrazia italiana in generale e sarda in particolare».

 

Che succederà ora?

La strada della vendita, nonostante i media insistano a decantare la perfetta organizzazione del Mater, appare la sola percorribile. Non crediamo, senza il finanziamento regionale che appare oggi impraticabile, possa sussistere quella struttura, ancora cantiere, in cui decine di operai si trovano senza lavoro, diverse imprese hanno perso dei soldi e sono in causa per riaverli. Non basta illuminare il proscenio con luci più brillanti, occorre anche il pubblico che invece latita, la certezza dell’offerta sanitaria che sia di vera eccellenza e non lo è mai stata. Ci vuole uno sforzo comune e un ragionamento collegiale di tutti per riportare giustizia alla vicenda, verità e dovere di chi opera in quell’ambito. Sardegna Reporter chiude così:

 

«Appare palese che qualsiasi gruppo o società interessata all’acquisto del Mater Olbia Hospital, dovrà sincerarsi di tutte le problematiche giudiziarie pendenti che rischiano di mandare in fumo centinaia di milioni di euro d’investimenti. D’altronde, chi acquista un bene, soprattutto di quel valore, non potrà fidarsi delle solite illazioni di chi, per scarsa serietà, ha praticamente fatto fallire l’intera operazione Mater Olbia in Sardegna. E’ bene ricordare, infine, che proprio in questi giorni il Marini sì e visto incrementare il suo staff legale attraverso l’ingresso di uno studio legale internazionale che, di fatto, ha preso in mano le redini delle vertenze civili oltre quella penale, i legali lavoreranno in connessione con i loro colleghi storici dello stesso professionista Sardo».

Che si faccia al più presto luce su questa storia e chi ha sbagliato paghi. Soprattutto si ridia speranze a chi ha, per sua sfortuna, intrapreso un percorso di malattia e confida negli ospedali pubblici. A questa sanità, quella “di” e per “tutti”, si deve guardare, scordandosi modelli di oltre oceano che questo paese non potrà mai permettersi. Galluranews