Coronavirus, salgono a 80 i morti. 2.744 i contagi accertati: Pechino posticipa al 2 febbraio il rientro dalle festività

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Continua a crescere il numero delle vittime del coronavirus: le autorità di Hubei, la provincia più colpita, riferiscono di altre 24 persone morte e di 250 nuovi casi, facendo salire a 80 il numero complessivo delle vittime e a 2.744 i cittadini contagiati. La rapida diffusione del contagio ha convinto il governo di Pechino a posticipare il rientro dalle festività per il Capodanno cinese di tre giorni fino al 2 febbraio, come parte delle misure adottate per contenere l’epidemia: inizialmente i cittadini cinesi sarebbero dovuti tornare a lavorare venerdì 31 gennaio dopo sette giorni di vacanza, che ha messo in viaggio milioni di persone. “Questa misura è stata presa per ridurre gli assembramenti e fermare la diffusione dell’epidemia”, ha spiegato il governo cinese.

Intanto il premier cinese Li Keqiang è a Wuhan in visita ufficiale, la prima di un altro rappresentante del governo: “Sono qui per tirarvi su il morale”, ha dichiarato al Global Times . Per il Consiglio di Stato cinese, il premier sta “controllando e guidando” il lavoro per contenere la diffusione del virus e per “incontrare pazienti” contagiati dal virus. “State facendo di tutto per salvare vite umane – ha aggiunto il premier al personale dell’ospedale Jinyintan – Nell’impegno per salvare vite umane dovete anche proteggere voi stessi”. Anche il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è arrivato a Pechino per incontri e colloqui sulla diffusione del nuovo coronavirus. La conferma arriva dall’ufficio dell’Oms nella capitale cinese. Il direttore generale incontrerà i rappresentanti delle agenzie governative cinesi e altri esperti coinvolti negli sforzi di gestione della crisi sanitaria in corso.

Non solo Pechino, altri Paesi hanno adottato misure precauzionali: la Mongolia ha deciso di chiudere i valichi di confine con la Cina e ordinato il rientro di 31 studenti da Wuhan. Secondo l’agenzia stampa Montsame, è vietato il “passaggio sia di auto che di pedoni e, come misura precauzionale, asili, scuole e università resteranno chiuse fino a domenica prossima”. Non solo: a causa del virus, la Cina ha rinviato i Giochi Nazionali d’inverno 2020, una competizione sportiva che doveva svolgersi a febbraio nella Mongolia interna e doveva essere un test in vista delle Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino. Gli ultimi Giochi Nazionali d’inverno – con gare di sci, pattinaggio, snowboard e altri sport invernali – si erano tenuti nel 2016. Resta confermato, tuttavia, che in Mongolia non sono stati registrati casi di contagio. Non si tratta della prima precauzione messa in campo dal governo per evitare che il contagio si espanda: dal 22 gennaio i collegamenti aerei, ferroviari e di autobus sono stati sospesi a Wuhan, la città di 11 milioni di abitanti nella Cina centrale dove il virus è stato rilevato per la prima volta il mese scorso e dove Pechino si prepara a inviare altre 12 squadre di 1.600 medici. Il blocco ha coinvolto 17 città e oltre 50 milioni di persone. Mentre alle agenzie di viaggio è stato ordinato di annullare i tour di gruppo organizzati per tutta la Cina.

Dopo la Mongolia, anche Hong Kong ha annunciato che vieterà l’ingresso ai visitatori nella provincia di Hubei. E ancora: il Giappone, come precisa l’agenzia Kyodo, è pronto a inviare un aereo charter a Wuhan, con ogni probabilità nella giornata di martedì, per consentire ai cittadini nipponici di rientrare in patria. Il governo già nel fine settimana aveva iniziato a fare una stima dei residenti giapponesi a Wuhan riuscendo a contattare 430 dei poco più dei 700 cittadini giapponesi.  ilfattoquotidiano

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