L’Isis mette in crisi la Norvegia, a rischio il governo per il rientro della foreign fighter

in Esteri

Ci sono tre donne (e due bambini cresciuti sotto l’Isis) al centro dell’incredibile (quasi) crisi di governo in Norvegia. Ce ne vuole, per incrinare una coalizione di centro-destra come quella che dal lontano 2013 guida (più o meno al completo) la nazione degli «sceicchi nordici» con i loro salmoni e i loro giacimenti di petrolio. La premier Erna Solberg, 58 anni, partito Conservatore, è abbandonata dai Progressisti nazionalisti capitanati dalla cinquantenne ministra degli Esteri Siv Jensen. La ragione apparente è la terza donna della storia, una ventinovenne (di cui non si dice il nome) cresciuta con la passione del calcio in una famiglia norvegese-pachistana alla periferia di Oslo. Corriere

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