Vittorio Feltri su Ratzinger e Papa Francesco: “È meglio avere due Papi e un prete non sposato”

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Forse è meglio avere due Papi che uno solo. Dove sbaglia uno di essi interviene l’ altro e gli errori si evitano. In questi giorni è uscito un libro di Ratzinger in cui si ribadisce l’ utilità del celibato dei preti.
È vero che Bergoglio si è limitato a dire, se non a proporre, di utilizzare dei vecchi cattolici, di provata fede, per somministrare i sacramenti e non di concedere a tutti i preti di sposarsi. Ma si sa come vanno queste cose, si apre il rubinetto, dapprincipio esce solo qualche goccia, poi l’ acqua non la fermi più. Insomma il rischio è che tra un po’ i sacerdoti di più o meno fresca consacrazione siano autorizzati a prendere moglie, come succede tra i cosiddetti protestanti. Se così fosse sarebbe una calamità per la reputazione della Chiesa.

I motivi sono semplici, uguali a quelli che insidiano i matrimoni dei laici, sempre più rari e funestati da richieste di divorzio.
Il clero umanamente non è diverso dai geometri, dai ragionieri, cioè da tutti noi, pertanto se dovesse ingarbugliarsi nello sposalizio, soffrirebbe degli stessi guai che minacciano la tranquillità di qualsiasi famiglia, chiamiamola borghese. Suppongo che persino un parroco dopo alcuni anni di convivenza potrebbe avere le tasche piene della consorte e desiderarne un’ altra. Inevitabili discussioni e liti: piatti che volano, parolacce, e trascuriamo gli schiaffoni. I pettegolezzi non sono mai arginabili, cosicché la comunità cristiana verrebbe a conoscenza delle beghe in canonica. Immaginate le conseguenze. Poi c’ è il capitolo della prole. Se il monsignore è padre di tre figli, sono alte le probabilità che almeno uno di essi sia una testa di rapa, frequenti discoteche, beva, si droghi e ne combini peggio che Bertoldo. Il prelato come potrebbe giustificare il pargolo sballato senza rimediare una colossale figura di palta? Ho accennato soltanto ad alcune probabili grane a carico di un personaggio che indossi l’ abito talare e quello del marito.

E non ho ancora approfondito la questione delle separazioni. Vi figurate il parroco che scaccia la sua donna da casa e le paga gli alimenti? Con quali soldi, oltretutto, visto che gli stipendi dei sacerdoti sono equiparati a quelli di un bracciante agricolo calabrese? Bravo Ratzinger, la tentazione di coniugarsi lasciamola al popolo, il quale quando rompe l’ unione finisce per pranzare alla Caritas. libero quotidiano

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