Gravidanza e peso ideale: continua il terrorismo sulle donne incinte

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Stai per esplodere»; «Quanti gemelli hai detto che aspetti?» Che siano normopeso o sovrappeso, il fat shaming su donne incinte e neo-mamme non ha freni. Famiglia, amici, vicini di casa: tutti pronti a criticare, a vomitare consigli non richiesti. Oggi, poi, con le star che in poche settimane sono già tornate in forma, non c’è pace. Pochi mesi dopo aver avuto una bimba, Blake Lively girava Paradise Beach, 87 minuti di bikini, e come ha perso 30 chili in breve tempo ha fatto il giro del mondo. Oggi però la scienza mette in guardia sui rischi del fat shaming per la salute della mamma e del bambino. «Studi dimostrano che il fat shaming è collegato a un aumento di peso maggiore, maggiore produzione di cortisolo e maggiore infiammazione», osserva Angela Incollingo del Worcester Polytechnic del Massachusetts.

Lo stress mette a rischio il bambino

«Nel caso di una donna incinta, le conseguenze vanno moltiplicate per due, perché lo stress derivato mette in pericolo il bambino e il suo sviluppo mentale». Il fat shaming aumenta il rischio di depressione post parto, è causa di diete poco salutari, fame nervosa, di non riuscire a perdere il peso preso in gravidanza. Circa due terzi, tra donne incinte e neo-mamme, sono vittime di fat shaming, dice Incollingo, e anche la medicina ha le sue colpe. «Le donne sovrappeso vengono criminalizzate sin dalla prima ecografia, e i rischi per il bimbo spesso esagerati». In Australia è stata denunciata un’ostetrica che raccomandava a pazienti al quinto e sesto mese di mettersi a dieta, pratica sconsigliata.

Si arriva fino al consiglio di abortire

Su un gruppo Facebook, molte donne plus size riferiscono di medici che hanno consigliato loro di abortire, perdere peso e riprovare. L’ Huffington Post Usa ci ha fatto un’inchiesta. «Le spaventano, la paziente si vergogna, piange. Ad alcune viene detto che hanno la vagina troppo grassa per partorire. Alle più grasse che se restano incinte moriranno, che il bimbo nascerà deforme e avrà solo il 5% di probabilità di sopravvivere. “Vuoi portare avanti la gravidanza? Fai pure. Ma prima del cesareo, organizza il funerale”». Corriere

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