Iran lancia offensiva contro gli Usa: oro e petrolio alle stelle

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In una drammatica quanto prevedibile escalation di tensione, è arrivata – pressochè immediata – la risposta dell’Iran  dopo l’uccisione del Generale iraniano Soleimani  ordinata da Washington ,  con ripercussioni in tutto lo scacchiere internazionale.

Nella notte, l’Iran ha lanciato l’operazione ‘Soleimani Martire’ sferrando un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione. Una pioggia di cruise e di missili balistici a corto raggio partita dal territorio iraniano e che si è abbattuta contro la base di al-Asad e contro quella di Erbil.
Un primo bilancio parla di almeno 80  vittime: secondo la Cnn non ci sarebbero al momento vittime statunitensi.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di non parlare alla nazione, come invece ipotizzato nella notte americana dopo il vertice alla Casa Bianca con il segretario di Stato Mike Pompeo, il segretario alla Difesa Mark Esper e il vicepresidente Mike Pence.

Finora, le uniche dichiarazioni rilasciate dal Presidente USA sono state affidate a un tweet scritto nella notte. “Va tutto bene! Missili lanciati dall’Iran a due basi militari in Iraq. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Finora va bene”, si legge nel messaggio affidato al social network. “Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo”, conclude Trump promettendo di rilasciare una dichiarazione in mattinata.

LA “FEROCE VENDETTA” – Del resto, Teheran aveva avvertito: “Se gli Stati Uniti non si ritirano, affronteranno un altro Vietnam. Neanche la morte di Trump vendicherà la morte di Soleimani”.

Secondo quanto aveva scritto ieri il New York Times citando tre fonti iraniane presenti ad un incontro del consiglio per la sicurezza nazionale dove Khamenei ha dettato la linea, la Guida suprema ha ordinato che qualsiasi rappresaglia per l’uccisione del generale iraniano Soleimani da parte degli Usa sia un attacco diretto e proporzionato contro interessi americani, eseguito apertamente dalle forze iraniane.

 

ORO E PETROLIO ALLE STELLE – Nel frattempo, dopo l’attacco missilistico di Teheran a due basi USA in Iraq, è scattata nuovamente la corsa ai beni rifugio, oro in particolare.

Il metallo giallo è arrivato sin sopra i 1.610 dollari l’oncia, massimo dal 2013, per poi portarsi stamane a 1.592,6 dollari (+1,17%). Le quotazioni del metallo prezioso continuano a galoppare sull’escalation delle tensioni in Medio Oriente, che potrebbero avere pesanti ripercussioni sui mercati finanziari. In rosso, infatti, tutte le principali piazze asiatiche.

Immediata anche la reazione del petrolio, con il WTI a 63,23 dollari al barile (+0,85%), dopo aver oltrepassato i 65 dollari nella notte. Ripiega dai massimi anche il Brent, portandosi a 68,98 dollari (+1,03%) dal massimo di 70,83 toccato nelle primissime ore di oggi 8 gennaio 2020.  

DIPLOMAZIA AL LAVORO – I ministri degli Esteri dell’Unione europea si riuniranno venerdì prossimo a Bruxelles in un vertice straordinario per discutere della crisi in Iran e Iraq.

“Dopo i recenti sviluppi in Iraq, ora è importante arrestare il ciclo della violenza in modo che un’altra azione non dia origine ad una successiva, e venga invece creato nuovamente spazio per la diplomazia”. Lo ha detto la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen. “Siamo profondamente preoccupati per l’annuncio dell’Iran sul nucleare – ha aggiunto -. Questo annuncio arriva in un momento di forti tensioni nella regione. Da un punto di vista europeo, è importante che l’Iran torni all’accordo nucleare. Dobbiamo convincerlo che è anche nel suo stesso interesse”. qui finanza

 

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