Vietato abbreviare l’anno 2020, sui social è psicosi data

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Venti anni fa fu il Millennium bug a destabilizzare i cervelloni di mezzo mondo. Ora un altro cambio di data sta imperversando tra la gente in questo inizio di nuovo anni 2020 seminando panico in chi è solito abbreviare la data alle ultime due cifre decimali. E sui social la questione è diventata virale trasformandosi in psicosi.

In questi giorni sta circolando su Whatsapp un messaggio, diventato appunto virale, a forza di inoltri e condivisioni, in cui è vivamente consigliato a tutti di non abbreviare la data dell’anno in corso come si è solito fare sin dallo scorso millennio, alle ultime due cifre decimali.

Il messaggio recita così: “Un suggerimento pratico per quest’anno: quando scrivete una data nei documenti abbiate cura di scrivere l’anno 2020 per intero: 31/01/2020 e non 31/01/20”. L’invito, di solito accompagnato come un consiglio di notai, avvocati, uomini di legge, addirittura forze dell’ordine, mira a tutelare i risparmi e gli interessi dei contribuenti che potrebbero ritrovarsi vittime di fastidiose frodi. Il primo a diramare l’allerta su questi rischi è stato il dipartimento di polizia degli Stati Uniti.

Infatti a differenza delle altre date come quelle del secolo scorso in cui facilmente 1988 diventava 88 oppure quelle di questi anni in cui 2017 diventava 17, il rischio che si corre quest’anno è che scrivendo solamente “20” al posto di 2020 qualche malandrino, che entri in possesso dei vostri documenti, possa facilmente cambiare data: aggiungere due cifre facendo diventare quel numero da 20 a 2005 oppure 2010 o addirittura postdatare 2021, 2022, e così via.

In presenza di un assegno con data 1/4/20, ad esempio, ad un truffatore basterebbe includere 21 alla fine per avere un titolo di credito nuovo e utilizzabile e non più vecchio e superato.

Quindi il consiglio è quello di scrivere, almeno per quest’anno, la data per intero. Oppure, se verrà accettato di utilizzare un segno, tipo il cancelletto, come si usa solito fare quando si scrivono le cifre all’interno degli assegni o degli altri strumenti o documenti bancari per delimitare l’azione di possibili malintenzionati. Ad esempio come consigliato da molti si può utilizzare l’apice, ad esempio ’20. VIRGILIO

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