Ritrovata la meteorite di Capodanno caduta in Emilia-Romagna

in Ambiente

Due i frammenti trovati finora, come annuncia l’Inaf. Ben 8 camere della rete Prisma ne hanno rilevato il passaggio, tra cui quelle della postazione di Loiano

Il pomeriggio del 1 gennaio, alle ore 18:26:54 Ut (le 19:26:54 in Italia), un bolide molto luminoso – ossia una meteora particolarmente brillante, generata dalla caduta in atmosfera di un piccolo frammento roccioso di origine asteroidale – ha attraversato i cieli del Nord Italia e ben 8 camere della rete Prisma ne hanno rilevato il passaggio.

Fra queste, i dati utilizzabili per i calcoli effettuati dagli esperti di Prisma sono stati quelli raccolti dalle postazioni di Bedonia, Cecima, Felizzano, Loiano, Navacchio e Rovigo che hanno permesso di delimitare la zona di probabile caduta della meteorite confinandola attorno al paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo, in provincia di Modena.

Ed effettivamente il ritrovamento è avvenuto in prossimità di quell’area, il 4 gennaio, come scrivono gli studiosi della rete Prisma. A confermarlo è stato Romano Serra del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Bologna, noto esperto e collezionista di meteoriti che si trovava in zona, anch’egli alla ricerca di possibili reperti dopo l’appello lanciato ieri dalla rete Prisma tramite i media. Serra ha già avuto la possibilità di esaminare preliminarmente i campioni rinvenuti e già a prima vista gli è stato possibile confermare che si tratta di frammenti di una meteorite “freschissima”, cioè caduta da pochissimo tempo.

Grazie alle previsioni della rete Prisma (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e dell’Atmosfera), una collaborazione promossa e coordinata dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), è stata finalmente trovata in provincia di Modena, la meteorite che ha solcato il cielo nel tardo pomeriggio di Capodanno.

Autore del ritrovamento è Davide Gaddi, ciclista emiliano noto per avere organizzato tramite i suoi viaggi in bicicletta raccolte fondi a scopo benefico. Gaddi ha ritrovato alcuni frammenti in zona Disvetro-Rovereto sul Secchia, in provincia di Modena, ai limiti dell’area indicata dai calcoli effettuati dalla rete Prisma, che sul territorio italiano oggi conta circa 50 camere all-sky per l’osservazione di meteore brillanti. Il ritrovamento conferma la validità del metodo applicato e l’importanza del progetto Prisma per monitorare i bolidi che solcano i nostri cieli.

La collaborazione Prisma è nata proprio per lo studio e il monitoraggio di eventi del genere, cioè il passaggio di bolidi e il manifestarsi di altri fenomeni che avvengono nell’alta atmosfera, tramite una rete di videocamere installate su tutto il territorio nazionale che sorvegliano il cielo costantemente, 24 ore al giorno. A Prisma partecipano infatti non soltanto osservatori astronomici (professionali e amatoriali) e università, ma anche planetari, associazioni culturali, istituti scolastici, privati. Bolognatoday

 

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