GUERRA IN LIBIA/ Egitto ed Emirati dicono no al “Fratello musulmano” Erdogan

in Editoriale

 

di Souad Sbai

Con l’approvazione del dispiegamento di truppe in Libia da parte del parlamento, la Turchia di Erdogan ha conferito il crisma dell’ufficialità alla militarizzazione della sua politica estera nel Mediterraneo, di fatto in corso già da tempo. Fin dallo scorso aprile, infatti, Ankara fornisce soldati e uomini dell’intelligence, armamenti e droni alle milizie che supportano il Governo di Accordo Nazionale (meglio conosciuto con l’acronimo inglese Gna) presieduto da Fayez Al Sarraj a Tripoli, nello scontro con l’Esercito Nazionale Libico (Lna) guidato dal Generale Khalifa Haftar, che fa capo al governo di Tobruk.

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