2020: l’anno che verrà appeso (purtroppo) alle mosse del Pd

in Editoriale

di Souad Sbai

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fornito un’anticipazione del tradizionale discorso di fine anno. Il suo sarà un appello alla “coesione nazionale”. Chi meglio di lui, dalle altezze del Quirinale, può osservare l’attuale stato del paese, ridotto ormai a brandelli? Tuttavia, sembra illusorio sperare che i conflitti che continuano a lacerare nel profondo la società italiana possano attenuarsi nel 2020, ridando ossigeno a una popolazione sempre più stremata, sull’orlo di una crisi di nervi.

 

Se i presupposti del nuovo anno sono inscritti nell’andamento del 2019 che sta per volgere al termine, la temperatura è destinata inevitabilmente a un’ulteriore crescita, perché è così che vuole chi ha in mano il termometro della tensione: vale a dire il Pd con tutte le sue manifestazioni, dirette e indirette.

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