Banca d’Italia ancora sotto tiro M5s, Di Maio: la vigilanza è da riformare –

in Economia

2019Banca d’Italia? Rimane critica la posizione del Movimento 5 Stelle nei confronti della Banca Centrale. Il capo politico del M5s Luigi Di Maio nonché ministro degli Esteri nel governo Conte bis è tornato ad attaccare l’Istituto bancario centrale dicendo: “Che qualcosa non funzioni nella vigilanza bancaria credo ormai sia sotto gli occhi di tutti. Il commissariamento arriva sempre nel momento in cui la situazione è irrecuperabile e costringe la politica ad intervenire per evitare migliaia di posti di lavoro persi, risparmiatori azzerati e crisi economiche territoriali”. –

In un’intervista a Il Sole 24 Ore, parlando della crisi della Banca Popolare di Bari, Di Maio aggiunge: “È giusto che i magistrati indaghino. Una banca non è che fallisce dal nulla. E soprattutto è opportuno approfondire anche come, quando e in che forma Bankitalia ha vigilato, perché qui è necessario che ognuno si assuma le sue responsabilità”. E poi: “Trovo imbarazzante il silenzio che ha regnato fino a oggi. Nemmeno una parola non dico, necessariamente, di scuse, ma almeno mi sarei aspettato un po’ di autocritica da parte di chi aveva il compito di vigilare, ovvero Bankitalia. E invece nulla. Non gli fa onore”.

Serve – sostiene Di Maio – una riforma che dia al Parlamento più voce in capitolo, con le giuste precauzioni, nella scelta dei vertici, e la vigilanza va riformata per essere maggiormente incisiva negli interventi preventivi. Bisogna fare in modo che casi come quello della Popolare di Bari non si verifichino più in questi termini. È evidente che il sistema va e deve essere tutelato, che il primo passo è sempre tutelare i risparmiatori, ma questo non significa che chi ha sbagliato non debba pagare i suoi errori”.

 

Già nei giorni scorsi altri esponenti politici del M5s si erano mostrati critici sulla gestione della Banca centrale italiana. Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli aveva sottolineato: “Non è possibile che vi siano casi ciclici di istituti di credito in difficoltà, legati ad una gestione di erogazione del credito evidentemente poco oculata e poco accorta. Evidentemente c’è una difficoltà degli organi di vigilanza a rispettare fino in fondo il loro compito di vigilanza”. Rainews