Firme raggiunte al Senato per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari

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Referendum sul taglio del numero dei parlamentari più vicino. I promotori della raccolta firme al Senato confermano che le firme raccolte hanno raggiunto in queste ore quota 65 senatori. Tra questi, figura anche quella del senatore a vita Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica. I risultati saranno presentati oggi pomeriggio in una conferenza stampa (alle 17.30 alla Camera) per rendere note le adesioni pervenute e comunicare le iniziative da intraprendere in vista del 12 gennaio, termine ultimo fissato dalla legge per il raggiungimento dell’obiettivo. I 65 firmatari: PSI-ITALIA VIVA: Garavini, Nencini; – LEGA (ex M5S): Grassi, Urraro; – 5STELLE: Giarrusso, Di Marzio, Maricotti – PD: Nannicini, Verducci, Rojc, Rampi, D’Arienzo, Giacobbe, Pittella – FORZA ITALIA: Serafini, Cangini, Dal Mas, Masini, Caliendo, Moles, Causin, Minuto, Fantetti, Pagano, Rizzotti, Binetti, Stabile, Schifani, Mallegni, Sciascia, De Siano, Carbone, Caligiuri, Cesaro, Saccone, Vitali, Lo Nardo, Messina, Craxi, Berardi, Perosino, Alderisi, Paptheu, Barboni, Fazzone, Biasotti, Aimi, Giro, Modena, Malan, Gasparri, De Poli, Pichetto, Fratin, Paroli; – MISTO: Martelli, De Falco, Nugnes, Fattori, Bonino, De Bonis, Buccarella, Merlo, Cario, – Rubbia (Senatore a vita). Conte: il referendum non influenzerà l’agenda di governo “Abbiamo tanto da fare ancora”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha risposto a chi gli chiedeva se il referendum sulla riforma che introduce il taglio degli eletti avrà un impatto sul governo. “Non influenza e non può influenzare l’agenda” di governo, ha precisato il premier, al termine della cerimonia di auguri di fine anno al Quirinale. “Sono percorsi istituzionali”, ha continuato. “Giorno dopo giorno lavoro per risolvere i problemi”. Nannicini (Pd)​: “Obiettivo raggiunto grazie anche alla mobilitazione dei radicali” “Al Senato abbiamo appena raccolto le firme necessarie per indire un referendum confermativo sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, come previsto dalla nostra Costituzione”. Lo annuncia il senatore dem Tommaso Nannicini, che ha promosso la raccolta delle firme insieme ai colleghi di Forza Italia Andrea Cangini e Nazario Pagano. “Anche grazie alla mobilitazione dei radicali nelle ultime settimane, abbiamo superato il numero previsto di 64 senatori per indire il referendum. È una buona notizia, perché l’ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema”, aggiunge. “Sul piano politico – aggiunge Nannicini – i mesi in più che abbiamo davanti saranno utili per capire se arriveranno una buona legge elettorale e quei correttivi costituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre. Dobbiamo semplicemente dare un senso a un taglio lineare della rappresentanza politica che al momento un senso non ce l’ha – conclude -. E sarà anche uno stimolo positivo perché la maggioranza possa rafforzare la propria coesione nel 2020 rilanciando un programma di legislatura”. D’Incà: referendum mostrerà che i cittadini sono a favore del taglio “Se le firme raccolte sono quelle che servono” per la richiesta del referendum, “accogliamo le prerogative del Senato” risponde il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, interpellato in transatlantico alla Camera. “Siamo convinti che il voto dimostrerà ancora di più che la scelta” di tagliare i parlamentari “è molto positiva, perché i cittadini sono a favore del taglio dei parlamentari”, aggiunge. Partito Radicale: i parlamentari hanno trovato il coraggio “Grazie al Partito Radicale i parlamentari hanno trovato il coraggio di firmare per indire il referendum. Avremmo preferito la via popolare – e per questo abbiamo depositato il quesito referendario all’indomani dell’approvazione della riforma – e che fossero i rappresentati a chiedere di potersi esprimere su una riforma costituzionale cosi’ importante, ma raggiungere le 500.000 firme nel silenzio dell’informazione e’ un’impresa impossibile”. Lo affermano Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale. “In questi mesi siamo riusciti a fare da collante all’interno delle istituzioni per fare in modo che i parlamentari trovassero il coraggio di percorrere la via parlamentare con 1/5 dei senatori. Adesso, come comitato per il no la nostra priorità è quella di garantire ai cittadini il diritto ad essere informati, diritto fino a ora violato”, concludono. “Il Partito Radicale ringrazia tutti i senatori che hanno contribuito alla raccolta firme per indire referendum confermativo. Adesso ci aspetta una grande mobilitazione come Comitato per il No”, si legge poi in una nota, in cui vengono diffusi alcuni nomi dei senatori che hanno firmato per il referendum: tra questi, sarebbero almeno 30 gli esponenti di Forza Italia. Avrebbero firmato anche quattro esponenti del Movimento 5 stelle, tra cui i due senatori, Grassi e Urraro, che la scorsa settimana hanno lasciato il gruppo pentastellato per aderire alla Lega. Salvini: “Referendum è sempre la scelta migliore” “Sono d’accordo sui referendum in generale, ho votato quella riforma, ho letto poco fa che sono state raggiunte le firme sufficienti di parlamentari per indire quel referendum. Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore” ha detto a Radio Radicale il segretario della Lega. Meloni: se ci sarà referendum FdI chiederà di votare sì “Fratelli d’Italia ha votato a favore del taglio del numero dei parlamentari, sia alla Camera che al Senato, e il nostro contributo è stato decisivo per approvare questa riforma attesa da anni dai cittadini. Manterremo la nostra coerenza anche in caso di referendum confermativo e annunciamo, sin da ora, che chiederemo agli italiani di andare alle urne e votare sì” dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. FI: lo abbiamo votato e confermiamo la nostra posizione “Noi come Forza abbiamo votato a favore del taglio del numero dei parlamentari, pur evidenziando alcune criticità. Si è guardato giustamente ai risparmi, ma non si è intervenuti sull’efficientamento del sistema legislativo e sulla rappresentatività: ci saranno Regioni che potrebbero non avere un rappresentante di opposizione in Parlamento” ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a RTL 102.5. “Al netto di queste criticità, noi abbiamo votato a favore del taglio del numero dei parlamentari e quindi confermiamo la nostra posizione”. Rai news24