San Gregorio Armeno, l’arte presepiale napoletana

in Cultura/Opinione

di Luigia Aristodemo

San Gregorio Armeno, sin dagli anni più remoti, ė stato sempre considerato la strada dei presepi. Puntuale come ogni anno l’appuntamento per visitare le botteghe dedicate alla costruzione e vendita dei presepi. Nel 1470, il presepe napoletano nasce come rappresentazione della natività. Questo primo presepe era formato da figure lignee di grandezza quasi naturale, prive di accessori che potessero distrarre dall’importanza dell’evento sacro che rappresentavano, erano immagini solenni che invitavano alla religiosità e alla preghiera. Nel corso del ‘500 compaiono i primi mutamenti: pastori in terracotta dipinta; i primi accenni di scenografia con qualche paesaggio. Nella prima metà del ‘600 incomicia a nascere la figura dell’artista che si dedica alla creazione dei pastori. Appaiono pastori di cartapesta, manichini di legno con arti snodabili e vestiti di stoffa che segnarono la svolta verso il presepe del ‘700 . Ė un continuo mischiarsi di sacro e profano e la spinta a creare sempre nuovi personaggi. In questo secolo prende forma
una nuova espressione di spettacolo dove troviamo spaccati di vita quotidiana. Ancora oggi gli artigiani di San Gregorio Armeno portano avanti con tecniche tramandate di generazione in generazione, la tradizione dell’arte presepiale. Le botteghe, colorate e antiche sfoggiano i capolavori dei maestri artigiani. Personaggi della tradizione rigorosamente fatti a mano affiancati da statuine di politici, calciatori o attrici. Quella del presepe napoletano è quindi una tradizione che segue il corso dei tempi e rappresenta un perfetto connubio fra sacro e profano.

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