Popolare di Bari, Conte: “A breve un Consiglio dei ministri, non tuteleremo alcun banchiere”. Salvini: “Pronti a metterci attorno a un tavolo”

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Un Consiglio dei ministri convocato “a breve”, probabilmente prima della riapertura dei mercati, per sciogliere il nodo del salvataggio della banca Popolare di Bari. Dopo la crisi sfiorata venerdì sera con una riunione sostanzialmente mai iniziata, alla quale non hanno partecipato le delegazioni di M5s e Italia Viva, Giuseppe Conte assicura che i ministri torneranno a vedersi nel giro di poco tempo per approvare il decreto nel quale verrà indicato lo schema per sostenere i conti della banca, commissariata da Bankitalia. È previsto l’intervento del Mediocredito Centrale al quale, chiarisce, verranno date “le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire” per il rilancio. “Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica”, spiega il presidente del Consiglio.

Non tuteleremo nessun banchiere ma sollecitiamo tutte le azioni di responsabilità. Non possiamo permettere che queste situazioni finiscano senza nomi e cognomi”, scandisce il premier rispondendo indirettamente alle critiche piovute nelle ultime ore dai renziani, punti sul vivo dopo le accuse di aver salvato diverse banche con soldi pubblici, e alle parole di Luigi Di Maio che aveva ricordato come è necessario tutelare i risparmiatori. “Noi non resteremo mai indifferenti fronte alla situazione critica di una banca, dietro questa banca in particolare ci sono 70mila azionisti e tanti correntisti – la risposta di Conte – Noi vogliamo tutelare al massimo i risparmiatori”. E assicura che gli obiettivi sono “condivisi” con Italia Viva, rivelando di aver sentito al telefono Luigi Marattin, numero due di Matteo Renzi che venerdì sera era stato il primo ad attaccare insieme al coordinatore Ettore Rosato e alla ministra Teresa Bellanova il “metodo” e il “merito” dell’intervento annunciando che votare il decreto a scatola chiusa è “ingiusto e pericoloso”. Il fatto quotidiano