Torino, niente via dedicata a chi è morto combattendo l’Isis

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Non ci sarà una via di Torino intitolata ai combattenti morti nella guerra contro lo Stato Islamico. Il Partito democratico non appoggia la proposta di dedicare un’area della città a chi in questi anni, in Siria e in Iraq, ha preso le armi per contrastare l’avanzata del Califfato. Durante la discussione in commissione toponomastica il progetto, lanciato dalla consigliera del Movimento 5stelle Maura Paoli, è stato sospeso per l’opposizione del capogruppo dem Stefano Lo Russo e del collega della lista civica di centrosinistra, Francesco Tresso. La via o il giardino avrebbe dovuto chiamarsi “Martiri della lotta contro l’Isis e vittime del fondamentalismo islamico” nelle intenzioni della maggioranza che sostiene la giunta Appendino: “Con una motivazione assurda e incomprensibile gli esponenti torinesi del Pd si sono opposti all’intitolazione di uno spazio pubblico di Torino alle vittime del fondamentalismo islamico e ai combattenti che hanno perso la vita durante il conflitto contro l’Isis” denuncia la capogruppo 5stelle, Valentina Sganga.

L’idea era nata dopo la decisione della pm Manuela Pedrotta di chiedere la sorveglianza speciale per cinque attivisti dei centri sociali torinesi che avevano militato nelle fila delle brigate internazionali al fianco dei curdi. Per due di loro la richiesta è già stata respinta, mentre per altri tre i giudici si pronunceranno proprio in questi giorni. “Le intitolazioni delle vie di norma si fanno su fatti storicizzati e largamente condivisi – spiega Lo Russo – è questa la ragione per cui la Città si è data delle regole: quorum alti per deliberare e almeno 10 anni dai fatti cui ci si riferisce. Anche per evitare che ogni maggioranza politica che si alterna alla guida della Città possa gestire la toponomastica in modo autonomo. Queste regole condivise che ci siamo unanimemente dati, servono proprio a far passare del tempo e dare una valutazione storica e non legata alla cronaca”. A scatenare la polemica anche la scelta di proporre dei giardini di via Revello, in Borgo San Paolo, per i quali c’è già un’alternativa, cioè dedicarli all’imprenditore piemontese Riccardo Gualino: “Ho chiesto di fermarci e riflettere – aggiunge il capogruppo dem – Non mi dispiacerebbe che l’intitolazione fosse fatta estendendo alle vittime di tutti i fondamentalismi. Riprenderemo la discussione in una prossima seduta”. La repubblica

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