Manovra, c’è Milleproroghe: 6 mesi per intercettazioni

in Economia
Senato della Repubblica Italiana

La commissione bilancio si prepara a una tre-giorni di voto quasi senza sosta, per arrivare a chiudere anche in Aula al Senato entro la settimana. E dovrebbe approvare anche alcune proposte parlamentari, puntando su quelle sponsorizzate da più gruppi: dall’aumento dei fondi contro la violenza di genere alla proroga del credito d’imposta per le partecipazione delle Pmi alle fiere internazionali, passando per gli sconti per la continuità
territoriale della Sicilia (chiesto anche da Pd e M5S), fino all’aumento delle borse di studio per l’Università (promosso in particolare da Italia Viva). Resta in attesa anche la riconferma del Bonus verde, annunciato dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova e anche tra le richieste di Leu.

Milleproroghe,6 mesi per intercettazioni
È pronto il Milleproroghe entrerà come emendamento della manovra. Numerosi i rinvii: si va dallo slittamento di sei mesi, dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2020, delle norme sulle intercettazioni alla stabilizzazione dei precari della P.a passando per la conferma del bonus verde. Tra le misure c’è la possibilità di prorogare per un anno in più lo stato di emergenza legato al Ponte Morandi e passa da 12 a 24 mesi l’indennità per chi ha perso il lavoro, a causa del crollo.

Arriva nuova proroga per Garante privacy e Agcom
Rinviare al 31 gennaio del prossimo anno, il 2020, la scadenza degli attuali vertici del Garante della privacy e dell’Agcom: è quanto prevede un emendamento dei relatori alla manovra presentato in commissione Bilancio al Senato. Con due diversi decreti legge tra agosto e settembre erano state prorogate le funzioni «limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti» per entrambe le autorità: il termine ultimo fissato era quello del 31 dicembre 2019.

Partita ancora da chiudere
Non sono bastate quattro settimane di riflessione della maggioranza in
commissione Bilancio a Palazzo Madama, e una serie di vertici compreso l’ultimo di 14 ore consecutive, per chiudere l’intesa complessiva sulle modifiche da apportare. E gli uffici stanno ancora lavorando anche alla copertura per la marcia indietro sulle microtasse: oltre alla tassa sulla fortuna, che potrebbe salire al 20%, dovrebbe essere rivista anche una nuova tassa appena presentata, l’addizionale Ires sui concessionari. Dopo la decisione di restringere la platea ai soli concessionari dei trasporti (autostrade, porti e aeroporti) la Robin tax dovrebbe infatti salire al 3,5%, allineando l’addizionale a quella che già si applica al sistema bancario.

Niente stretta sull’Imu
Sull’Imu, invece, il ministro frena. La stretta contro i ‘furbetti’ della prima casa, cioè in genere moglie e marito che fissano la residenza in due abitazioni diverse per evitare di pagare l’imposta sulla casa delle vacanze, è inserita nel pacchetto di emendamenti alla manovra depositati dai due
relatori (Dario Stefano per il Pd e Rossella Accoto per il Movimento 5 Stelle). Ma “non è un emendamento del governo” precisa Gualtieri. sole24ore

 

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