Ocse-Pisa 2018, gli studenti italiani non sanno più leggere. Voi superereste il test?

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Italiani più deboli in lettura che in matematica

Studenti italiani deboli in matematica e forti in italiano? No, tutto il contrario. E’ questo uno dei risultati più sorprendenti dell’ultima indagine Ocse-Pisa sulle competenze in lettura, matematica e scienze di 600 mila quindicenni di tutto il mondo. A questa edizione hanno partecipato 79 Paesi ed economie. Per la prima volta anche la Cina è rappresentata da 4 città e province: Pechino, Shanghai, lo Jiangsu e lo Zhejiang, che svettano in cima a tutte e tre le classifiche a distanze siderali dai Paesi occidentali (555 punti in lettura, 591 in matematica, 590 in scienze), seguite a ruota dalle altre tigri asiatiche. In Europa la parte del leone la fanno i soliti scandinavi, insieme all’Estonia e alla Polonia. E l’Italia? Mentre in matematica i nostri ragazzi sono in linea con la media Ocse (487 punti contro 489, con picchi di 514-5 punti nel Nordovest e nel Nordest: meglio della Finlandia), in lettura siamo dieci punti sotto la media degli altri Paesi (476 contro 487) e ancora peggio va nelle scienze, dove abbiamo avuto un crollo verticale (468 contro 489).

Pochi «top performers»

Se il punteggio italiano è così basso nella lettura non è perché abbiamo più studenti scarsi degli altri Paesi ma perché i nostri ragazzi e le nostre ragazze faticano a raggiungere i livelli di competenza più alti. In media nei paesi Ocse i cosiddetti «top performers» sono circa il 10 per cento, da noi la metà. Va detto che i test di lettura di questa edizione erano concepiti per saggiare non solo la capacità di comprendere un testo complesso in quanto tale ma anche quella di valutarne l’attendibilità. Un’esigenza resa necessaria dal moltiplicarsi delle piattaforme digitali dove vige la legge del Far West: vince chi la spara più grossa per primo. Il risultato è preoccupante: solo un nativo digitale su dieci al mondo non è uno sprovveduto digitale, nel senso che è in grado di distinguere un’informazione attendibile da una fake news e prima ancora un fatto da un’opinione. In Italia va anche peggio: solo uno su venti si destreggia bene nel mare di Internet. Un risultato che interroga tutti i sistemi educativi sulla necessità di adeguare i programmi scolastici puntando a fare educazione digitale.

Il campione italiano

L’indagine italiana ha preso in considerazione un campione di 11 mila quindicenni, tutti studenti del secondo anno delle superiori (licei, istituti tecnici e professionali). Quello che è cambiato in questa rilevazione è il tipo di competenze di lettura che vengono testate: il test Ocse-Pisa mirava a capire come si muovono i ragazzi della cosiddetta «generazione Z» quando si informano sul web. Dei tre «compiti» misurati (capacità di localizzare l’informazione che si cerca nel mare magnum della rete, comprensione del testo e valutazione della qualità delle fonti) gli studenti italiani sono in difficoltà soprattutto nel primo, mentre fanno un po’ meglio negli altri due.

Buone notizie per la matematica

In matematica, soprattutto se confrontiamo le prestazioni attuali con quelle di 15 anni fa, il progresso fatto dagli studenti italiani è straordinario. Tre ragazzi su quattro raggiungono la soglia della sufficienza (pari al livello due dei test Pisa), in linea con la media Ocse (76%). E uno su dieci raggiunge livelli di assoluta eccellenza (media Ocse: 11%). In particolare le due province di Trento e Bolzano hanno ottenuto risultati non dissimili dai Paesi scandinavi (rispettivamente 518 e 521 punti, contro i 519 dell’Olanda e i 523 dell’Estonia).

 

Il flop delle scienze

Drammatico invece il crollo delle prestazioni in scienze. A determinare lo scarso punteggio degli studenti italiani non sono tanto gli scarsi (tutto sommato in linea con la media Ocse: 74% contro il 78%), ma l’estrema rarità di ragazzi davvero eccellenti (solo il 3% contro una media Ocse del 7%).

Lettura, il passo indietro

In generale in questa rilevazione dell’Ocse-Pisa le ragazze hanno ottenuto risultati significativamente migliori dei maschi in lettura con una media di più 30 punti. In Italia questo divario è inferiore (più 25), ma sopratutto le ragazze hanno «perso» punti rispetto al 2009, quando eccellevano sui loro compagni di ben 46 punti. Dal 2009 al 2018 sono aumentati in Italia anche gli studenti che hanno risultati insufficienti.

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