CALCIO E MOSCHEA (DEI FRATELLI MUSSULMANI): DE LAURENTIS NON CEDERE ALLE LUSINGHE DEL QATAR

in Editoriale

di Souad Sbai

Cinquecentosessanta milioni di euro. Sarebbe questa la cifra record che il Qatar avrebbe offerto per acquistare la Società Sportiva Calcio Napoli. Nessuna smentita è giunta sinora dal club partenopeo: il presidente, Aurelio De Laurentiis, ci sta pensando? I tormenti d’inizio stagione della sua squadra potrebbero in effetti indurlo a mollare la presa e a disfarsi di quello che per il magnate del cinema sembra essersi trasformato da una gioia a un pesante fardello dal punto di vista gestionale.

Se De Laurentiis, legittimamente, intende davvero porre fine alla sua avventura da presidente del Napoli, lo faccia però in un’altra maniera. Ovvero, non vendendo uno dei principali club italiani agli emiri del clan Al Thani, perché questi lo utilizzerebbero come volano per fare di Napoli un proprio feudo personale e non semplicemente per questioni legate agli affari.

De Laurentiis, impegnato in un tutt’altro settore, non avrà molto probabilmente sentito parlare di “Qatar Papers”, il libro inchiesta che descrive, prove e documenti inconfutabili alla mano, la strategia attuata da Doha al fine di propagare il fondamentalismo dei Fratelli Musulmani in tutta Europa, Italia compresa. Da un lato, business e investimenti; dall’altro, finanziamenti di moschee, associazioni, imam e militanti dediti al proselitismo e all’indottrinamento.

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