Dramma e rinascita di Sante Perticaro. Chi vuole legiferare sul fine vita legga prima la sua storia

in Cultura

I signori della vita e della morte che pretendono di decidere in Parlamento al posto di nostro Signore leggano la storia di Sante Perticaro. Deputato tra il 1994 e 1996, egli ha scritto un libro – significativamente inteso “Rinascite” edito da Mazzanti libri – che avremo l’onore di presentare giovedì 14 novembre a Roma. Sede dell’evento (alle 18) Banca generali Private, in via Bertoloni 2, ai Parioli.

Perticaro è morto. No, è vivo. Perché la speranza non finisce mai, anche se in coma ti danno per spacciato. Eppure ce l’ha fatta e ha conosciuto più di ciascuno di noi quelli che chiamiamo valori. L’amore (della moglie e della famiglia d’origine). L’amicizia (quando appare e scompare). L’identità (delle persone e della propria terra). La vita (che è sacra e nessuno si deve azzardare a togliercela).

Quel viaggio di Perticaro con la moglie

Fine anni novanta. Sante viaggiava con la moglie in autostrada, si schiantarono sull’autostrada all’altezza di Benevento. Lei, ferita e sfiorita, si occupò dei primi soccorsi. Sola, in mezzo alle auto che sfrecciavano trasportando indifferenza senza solidarietà. Poi il miracolo, la possibilità di telefonare ad uno dei pochi amici rimasti – era Clemente Mastella – il ricovero, il coma, il trasferimento a casa, la guarigione. Sì, un miracolo.

Eppure le radio avevano dato già nell’aldilà quel parlamentare da poco cessato dall’incarico. E maligna correva in testa l’idea del perché i freni non avessero funzionato, quella battaglia alla Camera contro i grandi monopoli. Sante si era imbattuto muso a muso con potenti che non perdonano. Poi scacci quel pensiero, “non è possibile” e poi ti torna in testa. I medici di San Giovanni Rotondo avevano “rassicurato” la moglie Maria, ricoverata anche lei, ma a Roma. “No, suo marito non è ancora morto“. Meno male….

Durante il coma, lei nella Capitale, lui in quel lettino, col papà Vincenzo a raccontargli storie d’infanzia per far tornare la memoria perduta nel trenino della vita. Sembrava impossibile. Poi, il coraggio di Maria. Il viaggio – un nuovo viaggio… –  per riportarlo a casa. E ogni giorno medicine, storie, affetto, amore.

Quando si rinasce

Si può rinascere con un pezzo di scienza, con umanità e voglia di vivere.

Non si può campare così, diciamo spesso accanto ad un nostro congiunto, un amico, o anche uno sconosciuto che sappiamo in che condizioni sia (mal)ridotto. Non mollare mai è l’insegnamento che ci affida nel suo libro Sante Perticaro. Oggi, incontri lui e la sua sempre bella Maria, ed è difficile immaginare il percorso che hanno saputo affrontare. Non si sono fermati alla soglia del “non c’è più nulla da fare”. Sante, demo e cristiano ancora più che democristiano. Maria, semplicemente innamorata dell’uomo con cui ha scelto di vivere. Rinascite perché sono rinata in due.

E lui che continua a ragionare di politica, di Italia e di Venezia. E di come era quella Dc. La lotta del Nordest “contro” il Nordovest anzichè “contro” il Sud (anche perché la moglie pugliese non l’avrebbe tollerata…).

Secondo quanto riportato dal Secolo D’Italia, oggi Perticaro è vivo. Se avessero comandato già allora i profeti dell’eutanasia per legge, ne racconteremmo la storia. Oggi, giorno dopo giorno, ne viviamo l’esistenza che rinasce.