Libano, banche scuole e università ancora chiuse mentre i manifestanti continuano le proteste in strada

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Anche oggi in Libano le banche, le scuole e le Università restano chiuse,  le proteste senza precedenti sono scoppiate in tutto il paese il 17 ottobre, i manifestanti stanno chiedendo l’espulsione di una generazione di politici inefficienti e corrotti, nonostante il governo si sia dimesso il 29 ottobre, rimane comunque in qualità di custode.

Dozzine di manifestanti, questa mattina, si sono radunati vicino al Palazzo di Giustizia nel centro di Beirut, chiedendo un potere giudiziario indipendente ed hanno cercato di impedire a giudici e avvocati di andare al lavoro.

Lunedì la Banca Centrale ha insistito sul fatto che la sterlina libanese sarebbe rimasta ancorata al dollaro e ha affermato di aver chiesto alle banche di revocare le restrizioni sui prelievi.

I manifestanti chiedono che venga istituito un nuovo gabinetto politico e che includa esperti indipendenti non affiliati ai partiti politici tradizionali, ma non è stata ancora fissata una data per le consultazioni parlamentari richieste.

La formazione del governo in Libano richiede in genere mesi, con un lungo dibattito su come mantenere al meglio un fragile equilibrio tra le comunità religiose.

La Banca Mondiale afferma che circa un terzo dei libanesi vive in condizioni di povertà e ha avvertito che l’economia in difficoltà del paese potrebbe deteriorarsi ulteriormente se non si formasse rapidamente un nuovo governo.

Redazione

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