Calligrafia del dialogo. Alla Lateranense una mostra per promuovere la pace

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Segni” per parlare d’infinito, “lettere” per aprire al dialogo. E’ questo il modo di accostarsi alle 24 opere dell’artista saudita Othman Alkhuzaiem, esposte alla Pontificia Università Lateranense a corredo e in prosecuzione della Giornata di studi organizzata oggi nell’Ateneo, in vista dell’evento “Ricostruire il patto educativo globale”, del 14 maggio 2020, voluto da Papa Francesco. Una giornata dedicata all’educazione, ai diritti umani e alla pace attraverso gli strumenti dell’azione internazionale e il ruolo delle religioni – introdotta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin – di cui la mostra vuole rappresentare un momento squisitamente culturale, per mettere in risalto come si possano usare la bellezza e l’arte per portare conoscenza reciproca e costruire un mondo migliore, di dialogo e pace.

La mostra è organizzata con l’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma e la collaborazione della University for peace delle Nazioni Unite che con l’Ateneo Pontificio ha avviato un percorso di studi e di ricerca in Scienza della Pace, come desiderio del Pontefice. Il titolo è Calligrafia per il Dialogo: promuovere la cultura di pace attraverso la cultura e l’arte ed è in memoria del cardinale Jean-Louis Tauran, già presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, morto il 5 luglio dello scorso anno e apprezzato – come ha scritto Francesco nel telegramma di cordoglio – soprattutto per una vita nella Chiesa dedicata alla costruzione di “relazioni di fiducia e stima” con “il mondo musulmano

Secondo quanto riporta vaticanews“E non a caso – spiega il curatore Marco Cardinali – abbiamo scelto lo sfondo arabo e le opere di un artista saudita per questa mostra. L’ultimo viaggio ufficiale del cardinale Tauran è stato proprio in Arabia Saudita e l’idea di quel viaggio era ancora una volta la conoscenza reciproca, l’abbattimento di muri e la costruzione del dialogo“. “Ciò che sta minacciando tutti noi” ebbe a dire allora il porporato, “non è lo scontro di civiltà, bensì lo scontro di ignoranze e radicalismi. Conoscersi è riconoscersi”. E la sua esortazione fu a “unire l’impegno perché Dio, che ci ha creati, non sia motivo di divisione, bensì di unità”. Dunque sulla scia della sua figura e del suo insegnamento, punto focale della mostra vuole essere “il dialogo fra le culture a servizio della pace, dialogo in tutte le sue sfaccettature”: chiaramente, precisa Cardinali, essendo il pittore originario dell’Arabia Saudita “porta con sé la ricchezza della sua cultura”.

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