Maratona di New York: dominio keniano con Kamworor e Jepkosgei

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E’ nel segno del Kenya la 49esima edizione della Maratona di New York. Sulle strade della Grande Mela dominano infatti gli atleti degli altopiani, occupando i primi due gradini del podio sia in campo maschile che in quello femminile. Tra gli uomini, con il tempo di 2h08’13” per completare il percorso di 42 chilometri e 195 metir, Geoffrey Kamworor, già vincitore nel 2017, si è imposto davanti al connazionale Albert Korir (2h08’36”) e all’etiope Girma Bekele Gebre (2h08’38”).

Ritirato il campione del mondo Desisa

Nella gara maschile non c’è stato niente di significativo fino al chilometro numero 35, quando sono andati via in cinque: due keniani, Kamworor e Korir, e tre etiopi, Kitata, Tola e il meno accreditato Gebre. Kamworor ha poi preso la testa al 38esimo km, incrementando successivamente il vantaggio, con il solo Korir in scia. Così alla fine Kamworor si è presentato da solo nell’ultimo tratto di corsa, a Central Park, e ha rivinto dopo il successo del 2017. Secondo l’altro keniano Albert Korir, terzo l’etiope Gebre, seguito da Tola e Kitata. Ritirato il campione del mondo di Doha, l’altro etiope Desisa, che ha desistito quasi subito e poi fatto capire di non essersi ancora ripreso dalla gran fatica fatta in Qatar, in condizioni ambientali molto difficili.

Donne: Jepkosgei nega il 5° trionfo a Keitany

Tra le donne trionfo di Jociline Jepkosgei, all’esordio sulla distanza, che ha fermato il cronometro in 2h22’38”, secondo crono nella storia della corsa americana, sfiorando di soli sette secondi il primato della corsa. La Jepkosgei, primatista mondiale di mezza Maratona che sui 21 km aveva già vinto a New York quest’anno, ha quindi colto un grande successo alla prima Maratona portata a conclusione, in una delle sedi di maggior prestigio e contro la favorita numero uno Mary Keitany, la connazionale che a New York inseguiva il suo quinto titolo e che oggi ha corso in 2h23:32, a 53 secondi dalla vincitrice. Quindi l’etiope Ruti Aga (2h25’51”) sul gradino più basso del podio. la repubblica