LIBANO: I manifestanti bloccano le strade a Beirut e non solo Il Libano è alle prese con la peggiore crisi economica dalla guerra civile del 1975-90

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I manifestanti hanno bloccato le strade di Beirut e in altre parti del Libano contro l’élite al potere che ha fatto precipitare il paese in tumulti politici in un momento di acuta crisi economica.
Le proteste a livello nazionale si sono innescate il 17 ottobre da una proposta del governo di tassare le chiamate di WhatsApp ed hanno portato a dimettersi il Primo Ministro la scorsa settimana.

Le consultazioni formali sulla formazione di un nuovo gabinetto devono ancora iniziare.
Dopo che Hariri si è dimesso, le proteste sono diminuite, i blocchi stradali sono stati revocati e le banche hanno riaperto per la prima volta lo scorso venerdì.

Ma nelle prime ore di questa mattina, sono emersi nuovi blocchi stradali a Beirut e in tutto il paese, paralizzando la principale autostrada costiera a nord e sud della capitale. Le scuole sono rimaste chiuse arrivando così alla terza settimana.
Alcuni manifestanti hanno dichiarato:”Le persone continuano perché sai che non puoi fidarti di questo regime, di qualsiasi schieramento esso sia”. “Vogliamo i tecnocrati (al governo) e vogliamo che i giudici combattano la corruzione, recuperino denaro rubato e ritengano il governo responsabile”.

Il Libano è alle prese con la peggiore crisi economica dalla guerra civile del 1975-90. Con una crescita intorno allo zero per cento e un rallentamento degli afflussi di capitali stranieri.
Il Libano è uno degli stati più fortemente indebitati del mondo ed è ampiamente considerato bisognoso di mosse urgenti che restringano il deficit del governo e ripristinino la fiducia.
Sebbene non siano stati annunciati controlli formali sui capitali, i clienti hanno riscontrato che le banche lo scorso venerdì, hanno adottato nuove restrizioni sui prelievi di dollari americani e sui trasferimenti all’estero.
I manifestanti nella città meridionale di Sidone si sono mobilitati fuori dalle agenzie gestite dal governo e dalle banche commerciali, costringendoli a chiudere.
Hariri, che è allineato con gli Stati Occidentali e del Golfo Arabo, continua a svolgere il ruolo di custode fino alla formazione di un nuovo governo.

Redazione

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