LIBANO: I manifestanti sfogano la loro rabbia contro la Banca Centrale e si scontrano con le Forze di Sicurezza

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In Libano le proteste sono arrivate al  dodicesimo giorno, le forze di sicurezza si sono scontrate con i manifestanti che hanno bloccato le strade principali di Beirut.

Gruppi di attivisti hanno marciato verso l’edificio della banca centrale e le filiali in tutto il Libano chiedendo le dimissioni del  governatore, che ritengono responsabile dei problemi finanziari del paese.

L’associazione bancaria libanese ha deciso già da lunedì  di mantenere le banche chiuse anche per la giornata di oggi, tuttavia,  l’associazione ha sottolineato il suo impegno a “pagare gli stipendi per i lavoratori del settore pubblico, comprese le forze di sicurezza”, aggiungendo che la banca centrale sta lavorando per garantire la liquidità necessaria.

Un gruppo di avvocati, solidali con i manifestanti, ha organizzato un sit-in fuori dal Palazzo di Giustizia di Beirut e i parlamentari  fedeli al presidente Michel Aoun hanno annunciato la revoca del segreto bancario sui loro conti.

Un membro del parlamento libanese  ha dichiarato: “La decisione di revocare il segreto bancario includerà ministri e parlamentari e le due donne deputate del capo del Movimento patriottico libero, firmando documenti presso l’ufficio notarile, per revocare il segreto bancario sui loro conti in Libano e all’estero. “Questo passaggio segna l’inizio delle iniziative del Free Patriotic Movement per raggiungere l’adozione di leggi anti-corruzione, per garantire la responsabilità dei funzionari corrotti e svelare la verità davanti al popolo, invece dell’ondata prevalente di disinformazione, calunnia e menzogne. ”

Il primo ministro libanese Saad Hariri ha presieduto lunedì una riunione del consiglio ministeriale per studiare il progetto di legge di amnistia generale e dimostrare la propria serietà nell’attuazione del pacchetto di riforme.

A seguito di un incontro con il portavoce del parlamento Nabih Berri, una delegazione del blocco parlamentare  ha ribadito “la necessità di adottare proposte legislative precedentemente presentate, relative all’ anti-corruzione, alla responsabilità e al recupero della ricchezza saccheggiata”.

Un attivista veterano della società civile, ha dichiarato: “I giovani uomini e donne nelle strade sono stanchi, soprattutto perché non hanno ricevuto alcuna risposta immediata alle loro richieste e che il loro movimento non è organizzato”.

Redazione

 

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