IRAQ: due morti e più di cento feriti mentre riprendono le proteste antigovernative

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Un membro della Commissione irachena per i diritti umani ha dichiarato che almeno due manifestanti sono stati uccisi durante gli scontri antigovernativi nella capitale irachena e più di cento persone sono state ferite,  mentre le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni per respingere migliaia di manifestanti dalla zona verde ad alta sicurezza nella città di Baghdad.
Le proteste sono iniziate ad ottobre contro la diffusa corruzione politica, contro la disoccupazione e per una revisione di tutto il sistema politico.
Almeno 3000 manifestanti nella città di Nasiriya, nel sud dell’Iraq, hanno fatto irruzione in un edificio del governo provinciale e lo hanno dato alle fiamme come riferito da fonti della polizia.
Nel frattempo, sei manifestanti sono stati feriti nella città meridionale di Amara, quando le guardie a protezione dell’ufficio locale del gruppo della milizia sciita Asaib Ahl Al-Haq hanno aperto il fuoco.
Molti manifestanti hanno attraversato il ponte per radunarsi vicino alla zona verde, che ospita uffici governativi e le ambasciate straniere, ma le forze di sicurezza hanno sparato i gas lacrimogeni per respingere le proteste.

“Non abbiamo fame – vogliamo dignità!”, ha gridato un manifestante a Baghdad, mentre un altro si è scagliato contro “i cosiddetti rappresentanti del popolo che hanno monopolizzato tutte le risorse”.
In Iraq una persona su cinque vive in condizioni di povertà e la disoccupazione giovanile si attesta intorno al 25 percento.
La massima autorità sciita irachena, il grande ayatollah Ali Al-Sistani, che ha appoggiato le riforme, venerdì durante il suo sermone settimanale, ha esortato i manifestanti a usare la “moderazione” per impedire che le dimostrazioni si trasformino in “caos”.
Il movimento non ha precedenti nella recente storia irachena sia per la sua spontaneità e indipendenza, sia per la brutale violenza di proteste nella prima settimana di ottobre, secondo un’indagine del governo pubblicata martedì, almeno 157 persone sono state uccise dall’inizio del mese.
Anche se le autorità hanno dichiarato di aver rimosso il blocco ad Internet, i social media al momento restano bloccati.

Redazione

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