Iran: Spia Dei Mullah Arrestata In Svezia

in Esteri

Secondo il quotidiano svedese “Aftonbladet” sarebbe stata arrestata in Svezia una spia del regime iraniano: sembrerebbe trattarsi di una cellula dormiente del Ministero dell’Informazione.

Come riportato dal quotidiano in data 12 Ottobre il 46enne era stato arrestato dai servizi di sicurezza svedesi circa sette mesi fa ed è in carcere da allora.

Nuove informazioni lo collegherebbero ad una serie di attacchi terroristici pianificati e portati avanti dal regime iraniano in diversi paesi europei. La spia sarebbe stata impegnata nel tracciamento di persone classificate come in pericolo di vita. L’ufficio delle imposte svedese ha dichiarato che il sospettato giunse in Svezia dieci anni fa, acquisendo la cittadinanza poco dopo, e che ha lavorato negli ultimi anni come giornalista per un sito web in lingua araba in Svezia. Hans-Jörgen Hanström, il procuratore a carico dell’indagine sul caso, non ha espresso commenti sull’eventuale legame tra l’uomo ed i tentati omicidi portati avanti dagli agenti assoldati dal regime dei mullah. Il fascicolo ammonta a 1700 pagine e vi sono in aggiunta allegati conversazioni telefoniche registrate nel 2018 ed un considerevole volume di messaggi WhatsApp.

Hanna Lindblom, l’avvocato del sospettato, ha mantenuto il massimo riserbo sul caso, negando tutte le accuse. La Resistenza Iraniana ha ripetutamente sottolineato che la rappresentanze ufficiali dei mullah al di fuori dell’Iran, incluse le ambasciate, sono centri di spionaggio e pianificazione di operazioni terroristiche sul suolo europeo. In un altro caso, un alto diplomatico del regime con base a Vienna, fu arrestato in Germania dopo aver consegnato potenti esplosivi ad una coppia di agenti, marito e moglie, residenti in Belgio, destinati ad essere impiegati nel complotto omicida ai danni dell’annuale raduno del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana del Giugno 2018, tenutosi vicino a Parigi. L’uomo, Assadollah Assadi, era il direttore di sede europeo del Ministero dell’Informazione iraniano.

Egli fu estradato in Belgio dalla Germania per rispondere all’accusa di aver architettato il complotto terroristico e perché venisse sottoposto a processo. All’evento in questione partecipavano, oltre alle 100.000 persone che costituivano il pubblico, centinaia di figure di rilievo internazionale provenienti da tutti i cinque continenti. Altri due agenti dell’intelligence iraniana furono arrestati dai servizi segreti francesi e consegnati alle autorità belghe per complicità nell’attacco terroristico.

Il governo francese sanzionò il direttorio di sicurezza interna ed il direttore del Ministero dell’Informazione iraniano per il loro ruolo nella pianificazione dello sventato attacco a Parigi. Nel suo rapporto annuale, il servizio tedesco di informazione Bfv, l’Ufficio federale della Protezione della costituzione, ha avvertito che gli agenti del Ministero dell’Informazione in Europa non solo hanno spiato le figure di opposizione ma hanno anche adottato azioni terroristiche ai loro danni.

Secondo quanto riferisce il CNRI in un altro caso ancora l’Ambasciatore del regime in Albania, Gholam-Hossein Mohammadnia, ed il suo vice, furono espulsi dal paese, per aver complottato di far saltare in aria la celebrazione in occasione del Nuovo Annotenitasi ad Ashraf 3, dimora di migliaia di membri del principale gruppo di opposizione iraniano, i Mojahedin del Popolo Iraniano. Diversi tra illustri personalità e funzionari, inclusi alcuni ministri del governo albanese ed il Sindaco Rudy Giuliani, erano tra i relatori dell’evento. L’attacco, che prevedeva l’uso di un furgone carico di esplosivo parcheggiato vicino al complesso, fu anch’esso sventato, questa volta dalle forze dell’ordine albanesi.