Nextdoor, il social network ‘local’ che spinge le persone a uscire di casa e incontrare i vicini

in Attualita'/Italia

Nel Paese dei campanili, dei sestieri, dei rioni, delle contrade un social network di quartiere non poteva che avere successo. Almeno così dichiara Nirav Tolia, il cofondatore di Nextdoor, una sorta di Facebook dedicato alle comunità locali: “La nostra crescita in Italia è stata rapidissima: in un anno siamo a 2.500 quartieri attivi (il primo anno negli Usa non superavano i 250)”.

“Nextdoor” – è sempre Tolia a parlare –  “nasce per costruire comunità locali tra vicini, si basa su fiducia e privacy, vogliamo che le persone siano spinte a uscire di casa e a incontrarsi tra loro per formare delle comunità locali in carne e ossa: praticamente il contrario di Internet, che è pubblico e globale“.

Insomma un mezzo più che un fine, come invece sono diventati altri social network.

“Crediamo molto nel business locale, nel negozio di prossimità: il bar di quartiere, o il professionista che può servire la comunità. Il business model è proprio la piccola pubblicità: al contrario di Google o Facebook noi vogliamo basare il modello su milioni di piccoli inserzionisti, e sulla visibilità che possono avere per un pubblico per definizione interessato, dato che si tratta dei… vicini di casa”.

Per questo è stata annunciata l‘apertura delle ‘Pagine Aziendali’, dedicate appunto ad attività commerciali e liberi professionisti per farsi conoscere.

Ma quanto vale Nextdoor? “Siamo una società privata, quindi non pubblichiamo i bilanci, però l’ultimo round di finanziamenti, di tre mesi fa, ci ha valutati 2 miliardi” conclude Tolia.

Amedeo Galano, direttore Italia, spegne la candelina del primo anno di vita di Nextdoor spiegando che che “In questo primo anno ci siamo dedicati all’espansione e alla creazione di comunità, ora siamo a 2.500 comunità di quartiere nelle città italiane, con una penetrazione particolarmente alta a Milano, Roma, Torino, firenze e Bologna, e punte di 650 iscritti alla comunità di Gambara (Milano) e 850 nel quartiere Marconi a Bologna.

“Stiamo cercando di capire qual è il modello di business più adatto all’Italia; l‘investimento di 450 milioni in sviluppo (worldwide ndr) ci consente di farlo in relativa tranquillità”.businessinsideritalia

Ultime da Attualita'

Vai a Inizio pagina