Catalogna: ancora scontri tra indipendentisti e polizia, almeno 80 i feriti

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Continuano gli scontri e le violenze a Barcellona: l’ira indipendentista non si arresta. Ieri è stata la terza notte consecutiva per protestare contro le condanne ai leader indipendentisti catalani. Sono almeno 80 le persone rimaste ferite tra Barcellona e Girona. Tante le azioni di proteste non solo a Barcellona, ma anche in altre città catalane contro le condanne ai leader indipendentisti annunciate lunedì dal Tribunale Supremo. Intanto arriva sia dal presidente della regione Quim Torra che da uno dei leader indipendentisti condannati, Oriol Junqueras l’invito a cessare le violenze. Le parole pronunciate dal presidente Torra sono state dirette e precise: “Il movimento indipendentista non è e non è mai stato violento. Abbiamo sempre condannato la violenza, e lo facciamo anche ora. Non si possono permettere gli incidenti che stiamo vedendo nelle vie del nostro paese”. Torra ha anche condannato gli atti vandalici come per esempio gli incendi delle auto, ma ha incolpato “elementi infiltrati” e non ha fatto alcun riferimento a gruppi violenti all’interno del movimento.

Tanti gli incidenti successi ieri notte: alcuni manifestanti hanno bruciato una decina di automobili e hanno lanciato acido e bombe molotov contro la polizia, che a sua volta ha iniziato diverse cariche. Secondo il governo locale, nel centro della città sono stati appiccati 45 piccoli incendi, usati per creare barricate e frenare l’avanzata degli agenti. Il País ha scritto che 33 persone sono state arrestate e altre 80 hanno avuto bisogno di assistenza medica.

Scontri tra manifestanti e polizia si erano già verificati lunedì all’aeroporto cittadino di El Prat, raggiunto da migliaia di persone a piedi dopo l’interruzione temporanea di alcune linee di bus e metro.

Inoltre, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha incontrato i leader degli altri partiti per parlare della situazione in Catalogna. Albert Rivera e Pablo Casado, leader rispettivamente di Ciudadanos e Partito Popolare, i due principali partiti di destra in Spagna, hanno fatto pressioni a Sánchez affinché applichi nuovamente l’articolo 155 della Costituzione, quello che permette allo stato spagnolo di costringere una Comunità autonoma (come la Catalogna) a tornare a rispettare la legge, prendendosi eccezionalmente competenze attribuite alle regioni.

Sánchez ha dichiarato che al momento non ci sono le condizioni per l’applicazione dell’articolo 155, che era già stato imposto una prima volta dopo la dichiarazione unilaterale d’indipendenza dell’ottobre 2017. Il governo ha comunque annunciato l’invio in Catalogna di altri due agenti di polizia e ha lasciato aperta la possibilità di prendere altre misure eccezionali.Kmetro0

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