Siria, Ue: condanna unanime alla Turchia ma no all’embargo delle armi

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Una pronuncia di “condanna” per l’operazione militare della Turchia in Siria e “impegno a rafforzare le posizioni nazionali in merito alla politica di esportazione” di armi verso Ankara. Queste le due principali novità delle conclusioni del Consiglio Affari esteri di Lussemburgo. La “condanna” all’operazione di Ankara non era stata inserita nella prima dichiarazione a 28 della settimana scorsa ed è invece comparsa nel testo finale al termine della riunione di oggi, malgrado l’opposizione della Gran Bretagna. Mentre per la questione della moratoria sulla vendita di armi non si è raggiunta una posizione unitaria: non ci sarà dunque un embargo della Ue, ma ogni Stato membro potrà decidere come procedere. Inoltre, non saranno introdotte sanzioni nei confronti di Ankara per l’invasione in Siria, mentre si mette in atto un quadro che può portare a possibili sanzioni contro la Turchia per la vicenda delle trivellazioni turche nelle acque di Cipro.

L’Unione europea, è la posizione dei 28, “condanna l’azione militare della Turchia che mina gravemente la stabilità e la sicurezza dell’intera regione, causando un aumento della sofferenza dei civili” e “ostacolando gravemente l’accesso all’assistenza umanitaria”. La Ue, prosegue la nota, “rimane impegnata per l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale dello stato siriano”. “La Turchia è un partner chiave dell’Unione europea e un attore di fondamentale importanza nella crisi siriana e nella regione – aggiungono i ministri degli Esteri – le preoccupazioni di sicurezza della Turchia nella Siria nord-orientale dovrebbero essere affrontate con mezzi politici e diplomatici, non con azioni militari e in conformità con il diritto internazionale umanitario”.

 

L’UE inoltre, “ricorda la decisione presa da alcuni Stati membri di bloccare immediatamente le licenze di esportazione di armi in Turchia. Gli Stati membri “si impegnano a rafforzare le posizioni nazionali in merito alla loro politica di esportazione di armi in Turchia” e il gruppo di lavoro del Consiglio si riunirà entro questa settimana per coordinare e rivedere le posizioni degli Stati membri in materia. L’UE ricorda infine “che non fornirà assistenza per la stabilizzazione o lo sviluppo in aree in cui i diritti delle popolazioni locali vengono ignorati o violati. L’UE continua a impegnarsi per affrontare efficacemente la grave crisi umanitaria e dei rifugiati alla luce delle esigenze in evoluzione”

 

Sanzioni per le trivellazioni a Cipro Sulle trivellazioni della Turchia a Cipro “il Consiglio Ue conviene che sia istituito un regime quadro di misure restrittive nei confronti delle persone fisiche e giuridiche responsabili o coinvolte nell’attività di trivellazione illegale di idrocarburi nel Mediterraneo orientale e invita l’Alto rappresentante e Commissione Ue a presentare rapidamente le sue proposte”. Secondo quanto riporta rainews si legge nelle conclusioni del consiglio Esteri Ue.

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