Siria, attentato a prigione Isis. Lega araba contro la Turchia

in Esteri

Non si ferma l’offensiva nel Nord-est della Siria da parte della Turchia, che ora si sta concentrando su Ras-al-Ain. E proprio da lì giungono notizie controstanti: il governo di Ankara ha annunciato che il suo ecercito ha preso il controllo della cittadina, ma i curdi smentiscono. “Ras al-Ain resiste e continuano i combattimenti”, ha affermato un responsabile delle Forze democratiche siriane (Fds), aggiungendo che quello dei curdi è stato un ritiro solo temporaneo. Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani almeno 10 civili sono stati uccisi.

 

Allarme jihadisti

Ed è allarme jihadisti. Secondo fonti locali, oggi, il carcere centrale di Hasake, dove sono detenuti centinaia di miliziani dell’Isis è stata presa di mira da un attentato dinamitardo. Non è chiaro se l’autobomba fatta esplodere abbia danneggiato il penitenziario. Ieri, le forze curde avevano affermato che 5 membri dell’Isis erano fuggiti dopo che un carcere di Qamishli, a nord di Hasake, colpito da raid turchi. Intanto il Pentagono denuncia che le truppe statunitensi in Siria “si sono trovate sotto il fuoco dell’artiglieria” turca nei pressi di Kobane mettendo in guardia la Turchia dall’evitare azioni che possano tradursi in un’immediata azione di difesa americana.

 

Lega araba: “Ankara si fermi”

Un nuovo alt all’operazione turca giunge poi dalla Lega Araba, che ha deciso di assumere “misure urgenti” per quella che definisce “l’invasione di uno Stato arabo e un’aggressione alla sua sovranità”. Al termine della riunione d’urgenza convocata al Cairo la Lega Araba ha chiesto alla Turchia di fermare l’aggressione, predisponendo misure che vanno dalla riduzione delle relazioni diplomatiche, la cessazione della cooperazione militare e la revisione delle relazioni economiche. “L’aggressione turca alla Siria costituisce una minaccia diretta per la sicurezza nazionale araba, così come per la pace e la sicurezza internazionali”, si legge nel documento finale della riunione. Inoltre si sottolinea che l’attacco è “una violazione flagrante dei principi della Carta delle Nazioni Unite” contro cui la Siria ha il diritto legittimo di difendersi con ogni mezzo.

 

Germania: stop vendita armi alla Turchia

Dopo Olanda, Finlandia e Norvegia, anche la Germania ha deciso di fermare la vendita di armi alla Turchia. Ad annunciarlo il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas alla Bild am Sonntag. Una misura, ha spiegato, che intende colpire l’operazione militare avviata in Siria. Nel 2018, Berlino ha venduto alla Turchia armi per un totale di 240 milioni di euro.

 

Iran: pronti a mediare tra Siria e Turchia

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha offerto la mediazione di Teheran tra Siria e Turchia per ristabilire una situazione di sicurezza al confine tra i due Paesi. In un’intervista con l’emittente pubblica turca Trt World, il capo della diplomazia iraniana ha fatto riferimento a un accordo del 1998 in base al quale Damasco non avrebbe dovuto più ospitare i militanti curdi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) in lotta contro la Turchia. “L’accordo di Adana tra Turchia e Siria, ancora valido, può essere la via migliore per ristabilire la sicurezza”, ha detto Zarif, sottolineando che “l’Iran può aiutare a mettere insieme i curdo-siriani, il governo siriano e la Turchia in modo che l’esercito di Damasco insieme alla Turchia possa sorvegliare il confine”.quotidiano