ERDOGAN ORDINA L’ATTACCO: L’ESERCITO TURCO INVADE IL NORD DELLA SIRIA. COLPITE LE POSTAZIONI CURDE

in Esteri/SPECIALE SIRIA TURCHIA

Dopo giorni annunci e di pressing diplomatico, l’operazione turca contro la milizia curda in Siria è cominciata. Lo ha annunciato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Quattro esplosioni sono stati segnalati nella citta’ di Ras al-Ain, al confine con la Turchia, contro postazioni delle milizie curde di protezione popolare (Ypg), riferisce Al Jazeera.

 

Già prima dell’inizio ufficiale dell’attacco, una serie di raid di artiglieria sono stati compiuti dalla Turchia nelle ultime ore contro postazioni curdo-siriane nel nord della Siria, a est e a ovest dell’Eufrate. Lo riferisce l’Osservatorio Nazionale per i Diritti Umani in Siria che cita fonti locali. L’osservatorio precisa che i bombardamenti di artiglieria si sono verificati nella notte nella località di Ayn Issa, lungo il confine tra Turchia e Siria, e nella località di Minnagh, tra Aleppo e la frontiera turca.

 

5 mila soldati turchi dispiegati

Sono cinquemila i soldati delle forze speciali turche pronti a entrare nel nord-est della Siria per l’annunciata operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg. Lo riportano media locali, secondo cui i militari delle brigate commando sono schierati al confine con decine di convogli di blindati.

 

Erdogan: creiamo “zona sicurezza”

Secondo Recep Tayyip Erdogan l’obiettivo dell’avanzata è creare “una zona di sicurezza” al riparo dalle milizie curde. Nell’area, stando al governo di Ankara, potrebbe essere accolta parte dei circa tre milioni e 600mila profughi siriani oggi in territorio turco.

 

Raid aerei turchi sul Nord della Siria

Le Forze democratiche siriane (Fds), l’alleanza di milizie curde, arabe e assiro-siriache costituitasi durante la guerra civile siriana e finanziata dall’Occidente per la lotta al sedicente Stato Islamico, confermano che “sono in corso raid aerei turchi sul Nord della Siria, nelle zone di confine con la Turchia”. Lo riferiscono i media arabi. Almeno quattro esplosioni sono state segnalate nelle postazioni curde di Ras al-Ayn, la zona da cui si sono ritirati i militari americani nei giorni scorsi.

 

Portavoce curdo: raid su aree civili, panico

“Caccia turchi hanno lanciato raid su aree civili. C’è grande panico fra la popolazione nella regione”, ha twittato un portavoce dei combattenti curdi nel nord della Siria.

 

Ankara convoca ambasciatore Usa

Il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore americana ad Ankara per informarlo dell’offensiva “fonte di pace” avviata contro i curdi nel nord della Siria. Lo riferisce la Cnn turca.

 

Su twitter l’avvertimento di Ankara: “Pronti ad attraversare il confine”

L’esercito turco, insieme all’Esercito siriano libero (le milizie arabe locali cooptate da Ankara, ndr), attraverserà a breve il confine turco-siriano”. Lo aveva annunciato su Twitter il capo della comunicazione della Presidenza di Ankara, Fahrettin Altun.

 

<blockquote class=”twitter-tweet” data-lang=”it”><p lang=”en” dir=”ltr”>The Turkish military, together with the Free Syrian Army, will cross the Turkish-Syrian border shortly.<br><br>YPG militants have two options: They can defect or we will have stop them from disrupting our counter-ISIS efforts.<a href=”https://t.co/vQByIUQHQB”>https://t.co/vQByIUQHQB</a></p>&mdash; Fahrettin Altun (@fahrettinaltun) <a href=”https://twitter.com/fahrettinaltun/status/1181694733875372033?ref_src=twsrc%5Etfw”>8 ottobre 2019</a></blockquote>

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Damasco: fronteggeremo aggressione turca

La Siria è determinata a fronteggiare l’ “aggressione turca” con “tutti i mezzi legittimi”. Lo ha dichiarato una fonte del ministero degli Esteri di Damasco, citata dall’agenzia di stampa ufficiale ‘Sana’.

 

La fonte ha sottolineato che la Siria “condanna nei termini più forti” le intenzioni di Ankara di lanciare un’offensiva contro le milizie curde, definendola “una flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”.

 

La fonte ha quindi precisato che se la Turchia dovesse insistere con l’operazione sarà considerata alla stregua di un “gruppo terroristico” e perderà il suo status di Paese garante nel processo di Astana.

 

I curdi annunciano la mobilitazione generale

Le autorità curdo-siriane annunciano una mobilitazione e allerta generali in tutto il nord-est siriano per difendersi dalle “minacce dell’esercito turco e dei suoi mercenari di attaccare la regione frontaliera siriana nord-orientale”. Lo riferisce un comunicato dell’amministrazione autonoma della Siria nord-orientale diffuso dai media. Nel comunicato si invitano “tutte le componenti del nostro popolo a dirigersi verso la zona di frontiera con la Turchia per compiere il loro dovere morale di resistenza in questo momento storico e delicato”

 

Telefonata Erdogan-Putin su offensiva

I presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno avuto una conversazione telefonica sull’imminente operazione militare di Ankara nel nord-est della Siria. Lo riferiscono fonti della Presidenza di Ankara. Nel colloquio, il leader turco ha aggiornato l’omologo russo sulla preparazione dell’esercito all’offensiva, sostenendo che darà un “contributo di pace e stabilità” nell’area.

 

Rohani, la Turchia eviti l’intervento militare

“Le preoccupazioni della Turchia rispetto ai suoi confini meridionali sono legittime”, ma dovrebbe agire con moderazione ed evitare un intervento militare in Siria. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani,citato dall’Irna. Crediamo che occorra seguire un percorso corretto per eliminare queste preoccupazioni” di Ankara. “Le truppe americane devono lasciare la regione” e “i curdi in Siria” devono “sostenere l’esercito siriano” di Basharal Assad, che dovrebbe prendere il controllo del nord-est delPaese al confine turco, ha spiegato Rohani.

 

L’allarme per la guerra all’Isis

L’offensiva della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria rischia di indebolire la lotta all’Isis e di creare una nuova crisi umanitaria nel Paese. A lanciare l’allarme è il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno. In una nota si legge che le autorità di Erbil sono “molto preoccupate per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dalla zona sicura nella Siria nordorientale e dalle notizie di una potenziale operazione militare unilaterale della Turchia”. “Il governo – prosegue il comunicato – fa appello alla Turchia, in quanto membro della coalizione globale, ad evitare qualsiasi iniziativa che possa danneggiare i progressi fatti contro l’Isis, tra cui mettere a repentaglio la detenzione dei foreign fighter”. “Le conseguenze di un’escalation militare – ha concluso Erbil, stando a quanto riferito dall’emittente ‘Rudaw’ – hanno implicazioni che vanno oltre i confini della Siria, creando le condizioni per un ritorno dell’Isis e per numerosi sfollati”.

 

L’Esercito libero siriano: in 14mila con la Turchia

L’Esercito libero siriano (Els) ha portato a termine i preparativi per una nuova operazione militare nel nord della Siria e con un contingente di 14mila uomini è pronto a combattere al fianco della Turchia. A riferirlo i media turchi, secondo cui Els ha raggiunto la provincia di Urfa, al confine con la Siria, con tir carichi di munizioni e armi pesanti. In base a quanto reso noto dall’agenzia turca Anadolu, i battaglioni Hamza Tumeni e Suleyman Shah avevano portato a termine una fase di preparazione all’intervento in Siria nei giorni scorsi e potranno avvalersi di altri 2.000 soldati che hanno recentemente portato a termine la fase di addestramento. I battaglioni Els hanno affiancato l’esercito turco nell’operazione “Scudo dell’Eufrate”, con cui fu sottratta al controllo dell’Isis l’area a nord della Siria a ovest dell’Eufrate nel 2017, mentre in occasione dell’offensiva su Afrin del 2018, chiamata “Ramo d’ulivo”, le milizie Els sfondarono da est, contribuendo a cacciare dall’area i curdi siriani del Pyd-Ypg. Il comandante dell’Hamza Tumeni, Abu Bakir, ha dichiarato domenica scorsa all’agenzia Anadolu che il contingente di cui è a capo conta su 6.500 uomini di etnia araba, turcofoni siriani e curda, pronti a un intervento militare. Nei giorni scorsi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la Turchia è pronta a un’operazione militare nel nord della Siria, per eliminare il Pyd-Ypg dalla regione a est del fiume Eufrate.

 

L’accordo del 7 agosto tra Usa e Turchia

Lo scorso 7 agosto Stati Uniti e Turchia avevano trovato un intesa, definita poi da Erdogan “una favola”, per ottenere il controllo di un’area profonda circa 32 km, estesa per 480 km in territorio siriano a est del fiume Eufrate fino al confine con l’Iraq. Zona di cui ora la Turchia è decisa a ottenere il controllo con un intervento unilaterale. Rai news

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