Il velo toglie l’identità alle donne e nasconde il volto Ho proposto al nostro Parlamento già nel 2011 una legge per vietare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici

in Editoriale/Italia

di Souad Sbai

Burqa e niqab, simboli politici di estremismo applicato e di oppressione della donna. Questo è un messaggio che deve essere e rimanere chiaro. Come può un Stato permettere che i propri cittadini vadano in giro senza poter essere riconosciuti, identificati. Soprattutto: come può uno Stato civile, moderno, permettere che una donna debba subire la violenza dell’anonimato, imposto, come può concedere che dietro il velo della religione vengano nascoste brutalità, machismo, storie di donne dure da ascoltare, tristi da raccontare, impossibili da vivere. Per questi motivi il Centro Studi Averroè di Roma da anni combatte per strappare il velo dalla vita di queste donne e per strapparlo dal volto della nostra società. È urgente vincere questa battaglia, il fenomeno sta soffocando lo Stato di diritto che viviamo e condividiamo.

È anche una questione di ordine pubblico perché se pensiamo che in Francia, ad inizio mese, è stato arrestato il latitate più famoso di Parigi: Rédoine Faïd, 46 anni, responsabile di numerose rapine a mano armata evaso spettacolarmente dal carcere di Réau in elicottero tre mesi fa. Utilizzava un burqa per passare inosservato. Dopo anche questo fatto come pensare ancora che non ci voglia una legge contro il burqa? Su questo sito si scrive molto, e già nel 2011 proposi una legge al nostro Parlamento perché è diventato un imperativo categorico sensibilizzare e spingere forte sulla necessità di spezzare la catena del politicamente corretto su burqa e niqab, è ormai una missione da cui non si può prescindere. Burqa e niqab, che non sono indumenti religiosi islamici bensì di origine tribale, sono strumenti tramite i quali il proselitismo della Fratellanza Musulmana segna il territorio, dove ci sono donne velate integralmente il dominio della Fratellanza è totale e la presenza di queste donne devastate, contro la loro volontà, ne è il marchio che deve essere evidente a tutti. Sento spesso dire che burqa e niqab, è il primo passo di una battaglia senza quartiere contro questi strumenti di oppressione scambiati per libertà. Una vergogna che deve finire. Iniziando, magari con una legge ad hoc. È già pronta. Noi lo siamo?

Link correlati:

https://almaghrebiya.it/2019/10/08/%d8%b9%d9%84%d9%8a-%d8%a7%d9%84%d9%8a%d9%88%d8%b3%d9%81%d9%8a-%d8%a7%d9%84%d8%ad%d8%ac%d8%a7%d8%a8-%d9%88%d8%a7%d9%84%d8%a5%d8%b3%d9%84%d8%a7%d9%85-13/

https://almaghrebiya.it/2019/10/08/%d9%81%d9%8a%d8%af%d9%8a%d9%88-%d8%a3%d9%84%d9%81%d8%a9-%d9%8a%d9%88%d8%b3%d9%81-%d8%aa%d9%82%d9%88%d9%84-%d8%a7%d9%84%d8%ad%d8%ac%d8%a7%d8%a8-%d9%84%d9%8a%d8%b3-%d9%81%d8%b1%d8%b6%d8%a7-%d9%81/

https://almaghrebiya.it/2019/10/03/souad-sbai-niente-scuse-sul-burqa/

https://www.lavocedelpatriota.it/il-velo-dei-fratelli-musulmani-sui-diritti-delle-donne/

https://almaghrebiya.it/2019/03/15/la-primavera-delle-donne-iraniane/

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

Ultime da Editoriale

Vai a Inizio pagina