Yemen, le bombe italiane coinvolte nel conflitto: il punto della situazione dopo la sospensione delle forniture

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Se ne parlerà l’8 ottobre a Roma. La popolazione civile yemenita sta affrontando una grave crisi umanitaria e le parti in conflitto hanno ripetutamente violato i diritti umani.

Da oltre quattro anni lo Yemen è devastato da un conflitto armato combattuto tra le forze Houthi e le truppe fedeli al presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, sostenute anche dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita e composta da Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Egitto, Giordania, Marocco, Senegal, Sudan e inizialmente Qatar. La popolazione civile yemenita sta affrontando una grave crisi umanitaria, mentre tutte le parti in conflitto hanno ripetutamente violato i diritti umani, come testimoniato anche dai Report diffusi recentemente dal Gruppo di Esperti delle Nazioni Unite.

Il Governo italiano ha sospeso le forniture. A seguito di una Mozione votata alla Camera dei Deputati il Governo italiano ha recentemente deciso di sospendere l’esportare di missili, bombe d’aereo e componenti verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti applicando per la prima volta una possibilità prevista dalla Legge italiana n. 185/1990 che vieta l’esportazione di armi “verso Paesi in conflitto armato” (in allineamento anche con gli obblighi derivanti dalle norme UE sul controllo delle esportazioni di armi e le prescrizioni contenute nel Trattato internazionale sul Commercio di Armi ratificato all’unanimità dall’Italia).

Le tracce dell’Italia in quella guerra. Esattamente tre anni fa (l’8 ottobre 2016) una famiglia di sei persone è stata uccisa in un attacco aereo dalla coalizione militare guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti a Deir Al-Hajari, nello Yemen nord-occidentale. Nel luogo dell’attacco sono stati rinvenuti resti di bombe tra cui un gancio di sospensione prodotto da RWM Italia S.p.A., azienda controllata del produttore tedesco di armi Rheinmetall AG. Nell’aprile 2018 il Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (ECCHR) di Berlino insieme al proprio partner con sede in Yemen Mwatana e alla Rete Italiana per il Disarmo ha presentato una denuncia penale sul caso.

La conferenza stampa. La Conferenza Stampa dell’8 ottobre 2019 avrà come scopo aggiornare media e opinione pubblica sulla situazione relativa all’invio di armi anche italiane verso il conflitto in Yemen e sulle iniziative della società civile internazionale. Parteciperanno: Radhya Al-Mutawakel, Mwatana for Human Rights Francesco Vignarca, Rete Italiana per il Disarmo Linde Bryk, ECCHR Francesca Cancellaro, avvocato dello Studio Legale Gamberini Saranno inoltre presenti rappresentanti delle organizzazioni italiane che da tempo lavorano in coalizione sulla questione del conflitto armato in Yemen. L’evento si terrà in italiano e inglese. Sarà disponibile una traduzione consecutiva.repubblica

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