Poliziotti uccisi a Trieste: «Lasciati senza mezzi e senza tutele»

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Da ieri i cellulari dei Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e di altri appartenenti alle forze dell’ordine, squillano senza sosta. Dopo la notizia di spari davanti la Questura di Trieste, messaggi audio e video riportavano il cruente omicidio di due colleghi. L’assassinio di Matteo e Pierluigi in servizio alla Sezione Volanti della Questura di Trieste rimbalzano da un capo all’altro dell’Italia Ancora una volta due colleghi, due amici, due fratelli, due figli sono stati uccisi da un soggetto che poteva essere fermato prima. Ma la cosa inaccettabile è quella che il tutto è successo nel luogo ove si dovrebbe stare al sicuro. Sono stati assassinati dentro quelle mura ove tutto dovrebbe essere controllato e, soprattutto, ove non ci dovrebbe essere nessuna forma di pericolo come se fosse casa nostra. Oggi, a distanza di poche ore, mentre stiamo cercando di capacitarci, mentre stiamo piangendo quei colleghi che se non venivano lasciati da soli, se venivano messi in sicurezza con le dotazioni personali sarebbero ancora vivi, vediamo già deturpare la loro immagine. Non bastava la rabbia verso chi continua a sottovalutare il nostro lavoro; Verso chi non si rende conto della pericolosità continua che viviamo giornalmente e soprattutto della necessità di avere mezzi e materiale idoneo per lavorare. Quante volte ci siamo lamentati per la carenza di organico? Se venivamo ascoltati ci sarebbero stati più poliziotti dentro quella stanza e la situazione sarebbe stata ben diversa. Quante volte ci siamo lamentati della mancanza di mezzi e materiale idoneo? Se venivamo ascoltati Matteo e Pierluigi avrebbero avuto una fondina idonea e le armi non gli sarebbero state asportate.

E ce ne sono tantissimi di se, ..che purtroppo oggi non servono a nulla. L’unica cosa certa è che due ragazzi sono morti mentre lavoravano, solo perché chi dovrebbe tutelarci pensa a risparmiare sulle risorse per le forze dell’Ordine, solo perché nessuno pensa a tutelarci con leggi chiare e non interpretabili. Ora stiamo piangendo dei colleghi che, come tutti noi, seppur con pochi mezzi e risorse danno il massimo contributo con spirito di sacrificio ed abnegazione per il cittadino. Stiamo piangendo dei colleghi che non sono stati tutelati da chi doveva farlo. Ma non bastava questo: Mentre, ci stiamo stringendo a tutti i colleghi che continuano a darci la massima solidarietà in tutte le città Italiane, come fanno anche tantissimi cittadini, mentre abbiamo ancora in mente la sequenza di quanto accaduto a Trieste, vediamo su social network soggetti che vantano la morte di Matteo e di Pierluigi dicendo “due di meno” o che, nella loro ignoranza, sminuiscono il loro operato scrivendo “POLIZIOTTI IMPREPARATI NON MI SENTO AL SICURO”. Ora basta, non possiamo accettare questi comportamenti e questa mancanza di rispetto per quelle vite che non ci sono più. Pertanto abbiamo deciso di abbandonare quel silenzio ove ci eravamo raccolti denunciando pubblicamente i nostri pensieri e quanto sta accadendo augurandoci che qualcuno faccia in modo di ridare il dovuto rispetto ai colleghi uccisi mentre stavano lavorando per la gente.

La Segreteria Provinciale del COISP di Treviso

trevisotoday.it

 

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