Ghiacciaio Monte Bianco, il fronte accelera: fino a un metro al giorno

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Il Planpincieux, il ghiacciaio del Monte Bianco sorvegliato speciale, fa sempre più paura: il suo settore più avanzato fa registrare una nuova accelerazione e raggiunge valori massimi di velocità: un metro al giorno. E questo nonostante il calo di temperatura registrato nella scorsa notte.

Il bollettino di monitoraggio

Secondo il bollettino di monitoraggio, “i dati osservati nel settore A registrano una nuova accelerazione, raggiungendo valori massimi di velocità di 100 cm/giorno. Per il settore B, da 250.000 metri cubi stimati, si mantiene costante la velocità. Relativamente ai crolli delle ultime 24 ore – sottolinea il bollettino – non si segnalano volumi significativi”.
I due sistemi di monitoraggio (fotografico e radar) sono oggi allineati. Nelle ultime 24 ore – si dice nel bollettino diffuso dalla Presidenza della Regione Valle d’Aosta ed elaborato dai tecnici di Fondazione Montagna Sicura, e del Cnr –  il movimento dei settori più arretrati risulta, invece, costante in termini di velocità rispetto ai dati registrati nelle giornate precedenti, nonostante il calo di temperatura registrato nella scorsa notte.

Temperature in calo e neve

La stazione meteo regionale di Ferrachet ha registrato valori dagli zero di ieri mattina ai -3 gradi stanotte, sino ai 05 gradi delle ore 12. Stanotte sono annunciate deboli nevicate a partire dai 2100 metri. Sabato zero termico in risalita dai 2400 m sin verso 3200 metri.

L’esperto: accelerazione può essere positiva

Valerio Segor, dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Valle d’Aosta, si mostra cautamente ottimista: “Potrebbe essere un aspetto positivo il fatto di avere questa porzione” di ghiacciaio di Planpincieux “che viene rilasciata”, spiega l’esperto.
Il settore da 50-60 mila metri cubi che nelle ultime 24 ore ha accelerato “non sta tirandosi dietro” la parte di ghiacciaio che ha un volume complessivo da 250 mila metri cubi e per la quale è scattata l’allerta, con la chiusura di un tratto di strada comunale di 700 metri nella Val Ferret e l’evacuazione di alcune baite. In caso di caduta, un volume di 50-60 mila metri cubi, “tenendo conto che porzione più attiva è probabilmente attorno ai 25-30 mila, non avrebbe alcuna interferenza con le infrastrutture del fondovalle”, ricorda Segor. quotidiano

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