Finanza, pedofilia e Emanuela Orlandi: il Papa affida il Tribunale vaticano a Pignatone

in Cronaca/Roma

Il Pontefice ha nominato presidente dell’istituzione giudiziaria all’ex procuratore capo di Roma. Succede a Giuseppe Della Torre.

Dai fascicoli della procura di Roma a quelli di Città del Vaticano. Giuseppe Pignatone ha dedicato la sua lunga carriera alla lotta alla criminalità organizzata, quella siciliana prima e quella capitolina poi. Sotto la sua guida la procura di Roma ha indagato sugli Spada, i Fasciani, i Casamonica, le famiglie principali della criminalità romana, ha fatto partire le indagini che hanno portato alla condanna di Massimo Carminati, è riuscita a ottenere la svolta del caso Cucchi ed ha condotto, tra l’altro, le indagini sulla morte di Giulio Regeni. Pochi mesi dopo la pensione torna a indossare la toga, anche se con un ruolo molto diverso. Grazie a una designazione del Papa. L’ex procuratore capo della Repubblica di Roma è stato, infatti, nominato da Bergoglio presidente del tribunale Vaticano, al posto di Giuseppe Dalla Torre, che ha presieduto l’istituzione per 22 anni, dal 1997.

Sulla scrivania sua e dei suoi nuovi colleghi – il tribunale Vaticano, organo di prima istanza, è composto da tre membri, un presidente e un notaio – potranno arrivare casi importanti. Quello su Emanuela Orlandi in primis. A 35 anni dalla scomparsa della giovane romana, infatti, ad aprile 2019 il Vaticano ha aperto un’inchiesta e nell’ambito dell’indagine ha disposto a luglio l’apertura di due tombe al cimitero teutonico di Roma. I loculi sono stati trovati vuoti, e le questioni su cui far luce restano aperte. Se si dovesse arrivare a giustizio, il fascicolo arriverà nell’aula da oggi presieduta da Pignatone. Il fratello della ragazza si augura di incontrarlo il prima possibile: “Faccio le congratulazioni al dottor Giuseppe Pignatone per questa nomina di altissimo profilo. Noi siamo in attesa di notizie dal Vaticano che speriamo riprenda quanto prima le fila del caso di Emanuela. Caso che il dottor Pignatone conosce molto bene, avendolo seguito quando era a capo della procura di Roma. Gli auguro pertanto buon lavoro e spero di avere modo di incontrarlo quanto prima”, è il messaggio che manda attraverso il suo avvocato.

La giustizia vaticana si sta muovendo anche su alcuni casi di pedofilia nella Chiesa. Uno degli ultimi riguarda don Gabriele Martinelli, rinviato a giudizio a metà settembre con l’accusa di abusi sessuali su alcuni chierichetti minorenni che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X prima del 2012. Il processo è stato chiesto anche per l’allora rettore dell’istituto, don Enrico Radice.

Sul tavolo della giustizia vaticana potrebbe arrivare anche una vicenda che riguarda operazioni finanziarie sospette: l’affare Grolux. Al centro della questione, che vede indagati – come ha riportato l’Espresso – cinque dirigenti vaticani, un investimento da 100 milioni. Se ci sarà un rinvio a giudizio, anche in questo caso, a decidere dovrà essere Pignatone o un suo collega.

L’ex procuratore capo di Roma troverà nei corridoi della giustizia vaticana una sua vecchia conoscenza: l’avvocato Alessandro Diddi. Il legale che svolge il ruolo di aggiunto nell’ufficio di promotore di giustizia, una sorta di procura vaticana, ha difeso nel processo di Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati di uno dei più importanti processi celebrati a Roma mentre Pignatone guidava la procura: Mafia Capitale. Huffingtonpost.it

 

Ultime da Cronaca

Vai a Inizio pagina