Corea del Nord testa missili sottomarini

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La Corea del Nord ha lanciato due missili dalla sua costa orientale: lo hanno reso noto i Capi di stato maggiore congiunti della Corea del Sud.

Seul ha espresso “forte preoccupazione” per il lancio dei vettori individuati come “missili balistici lanciati da sottomarino (SLBM)”. E’ l’ipotesi emersa durante la riunione d’urgenza del Consiglio sulla sicurezza nazionale, ha riferito l’Ufficio presidenziale. Inoltre, i timori sono rafforzati dal fatto che i nuovi test (due secondo il governo nipponico) sono maturati all’indomani dell’annuncio del Nord sulla ripresa dei colloqui operativi con gli Usa sul nucleare.

Il premier nipponico Shinzo Abe ha condannato il lancio dei due missili balistici, uno dei quali è finito nella zona economica esclusiva del Giappone (Zee), al largo delle coste della prefettura di Shimane. Parlando alla stampa Abe ha detto che il test effettuato da Pyongyang rappresenta una palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e che il governo di Tokyo collaborerà con gli Stati Uniti e la comunità internazionale per garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi.

L’esecutivo ha inoltre convocato una riunione di emergenza dell’Assemblea nazionale di sicurezza al quale hanno partecipato il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi e il ministro della Difesa Taro Kono. Secondo le ultime informazioni rilasciate dal comando centrale sudcoreano, i due missili testati dalla Corea del Nord sarebbero del tipo Pukguksong (Slb), e lanciati da un sottomarino localizzato nella città a est di Wonsan. I due missili hanno raggiunto un’altitudine di 910 chilometri e viaggiato per circa 450 chilometri. Se confermato il test di missili Slb sarebbe il primo dall’agosto 2016. L’ultimo lancio di un razzo di Pyongyang risale al 10 settembre, e rappresenta l’undicesimo dal mese di maggio. ansa

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