Amnesty International: i lavoratori migranti sono ancora sfruttati nel Qatar Il Qatar ospiterà la Coppa del mondo nel 2022

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Amnesty International questa mattina, in un rapporto intitolato “All Work, No Pay”, per i diritti umani, ha dichiarato che il Qatar non sta mantenendo tutte le sue promesse di migliorare le condizioni dei lavoratori migranti nel paese in vista della Coppa del Mondo del 2022..
Il rapporto è arrivato mentre il presidente francese Emmanuel Macron e lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani del Qatar si stavano incontrando a Parigi.
Nel novembre 2017, è stato introdotto un salario minimo temporaneo di $ 200 mensile per la maggior parte delle categorie di lavoratori con un livello permanente che dovrebbe essere fissato entro la fine dell’anno.
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), i visti di uscita concessi a discrezione dei datori di lavoro, richiesti da alcuni lavoratori per lasciare il paese, dovrebbero essere completamente eliminati entro la fine del 2019.
Ma Amnesty ha riferito che centinaia di lavoratori in tre società di costruzioni e pulizie in Qatar che non sono stati pagati per mesi.
Il Vice direttore sulle questioni globali di Amnesty ha dichiarato che: “I lavoratori migranti spesso vanno in Qatar nella speranza di dare una vita migliore alle loro famiglie; invece molte persone tornano a casa senza un soldo dopo aver trascorso mesi a inseguire i loro salari, con troppo poco aiuto dai sistemi che dovrebbero proteggerli”.
Nonostante il Qatar sia stato accusato nel 2017,  per i maltrattamenti dei lavoratori migranti e nonostante aver  concordato con l’OIL di avviare riforme del lavoro, tra cui l’istituzione di nuovi comitati per la risoluzione delle controversie, ad oggi nulla di fatto come dichiarato da Amnesty International.
Il Vice direttore ha anche aggiunto che: “Stiamo esortando le autorità del Qatar a realizzare pienamente ciò che è stato promesso e porre fine alla vergognosa realtà dello sfruttamento del lavoro”.
Amnesty ha citato il caso di un dipendente keniota della United Cleaning che ha dichiarato di dover frugare nei bidoni della spazzatura per cercare  cibo, dopo aver ricevuto un solo stipendio per cinque mesi di lavoro.
L’uomo aveva lavorato per due anni e cinque mesi per la compagnia senza ricevere ne le ferie dovute ne tanto meno  il salario.
Secondo il rapporto tutte le società hanno detto di avere difficoltà finanziarie per il mancato pagamento dei salari.
Un portavoce del governo del Qatar ha dichiarato che il paese ha “fatto progressi sostanziali nelle riforme del lavoro, continuiamo a lavorare con le ONG, incluso l’OIL, per garantire che queste riforme siano di vasta portata ed efficaci”.
“Eventuali problemi o ritardi con i nostri sistemi saranno affrontati in modo completo. Abbiamo detto fin dall’inizio che ciò richiederebbe tempo, risorse e impegno.”

Redazione

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