PRESIDENZIALI TUNISIA: I FRATELLI MUSULMANI PRONTI AD APPROFITTARE DEL COLLASSO DEL FRONTE LAICO E MODERATO

in Editoriale

di Souad Sbai

Voglia di cambiamento, insieme a disillusione e distacco verso la classe politica, come dimostrato dall’alto astensionismo: è quanto emerge dagli exit poll delle elezioni presidenziali che si sono svolte domenica 15 settembre in Tunisia. Il primo vincitore è appunto il partito dell’astensione, con solo il 45 per cento degli aventi diritto al voto recatosi alle urne, rispetto al 64 per cento del 2014.

Il malcontento della popolazione si è espresso anche all’interno delle stesse urne, che secondo i sondaggi premierebbero due candidati “outsider” rispetto alle figure che hanno caratterizzato la scena politica tunisina dalla caduta di Ben Ali nel 2011: in testa, a sorpresa con il 19 per cento, si trova il professor Kais Saied, giurista candidatosi come indipendente, seguito dal magnate Nabil Karoui, che è riuscito a ottenere il 17 per cento malgrado si trovi in carcere dal 23 agosto con l’accusa di evasione e riciclaggio di denaro.

 

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