CNN: attacco ai pozzi sauditi con missili cruise dall’Iran

in Esteri/Speciale Arabia Saudita

“Stiamo vedendo se l’Iran e’ dietro gli attacchi in Arabia Saudita. Non voglio una guerra con l’Iran, cerchero’ di evitarla, ma gli Usa sono pronti con le migliori armi, jet, missili e altri sistemi”: queste le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Gli Usa sono “pronti e carichi” per reagire agli attacchi contro Riad: questo il messaggio  twittato dal Presidente Americano Donald Trump, precisando di attendere la conferma sulle responsabilità e le valutazioni dell’Arabia Saudita. Ma  Riad  fa sapere che le indagini iniziali condotte evidenziano che “non sono stati lanciati dallo Yemen“, come rivendicato invece dai ribelli Houthi, e sono state,invece, utilizzate “armi iraniane“. Lo ha riferito il portavoce delle forze armate saudite, colonnello Turki al-Malki, parlando con i giornalisti oggi a Riad. Il portavoce non ha aggiunto altro, spiegando che quando l’indagine sarà completa, verrà diffusa.

Martin Griffiths, l’inviato speciale dell’Onu in Yemen durante una riunione del Consiglio di Sicurezza ha dichiarato che “Non è interamente chiaro chi sia dietro l’attacco alle strutture petrolifere saudite“. “E’ un incidente estremamente serio, con conseguenze che vanno molto oltre la regione”, ha aggiunto, sottolineando che “gli attacchi rischiano di trascinare lo Yemen in una conflagrazione regionale”. Griffiths ha ribadito che “non c’è tempo da perdere” e bisogna trovare una soluzione politica.

Intanto l’amministrazione Usa ha diffuso foto satellitari che mostrano gli almeno 17 punti di impatto negli impianti petroliferi sauditi di attacchi provenienti da nord o nord ovest. Elementi che sarebbero coerenti con un raid proveniente dalla direzione del Golfo persico settentrionale, quindi Iran o Iraq, piuttosto che dallo Yemen, dove gli Houthi, i ribelli locali sostenuti da Teheran, hanno rivendicato gli attacchi, come riporta il New York Times.

Dirigenti americani durante un briefing con i giornalisti hanno detto che gli impianti petroliferi sauditi potrebbero essere stati colpiti da una combinazione di numerosi droni e missili da crociera. In tal caso il livello dell’obiettivo, la precisione e la sofisticatezza dell’attacco supererebbero le capacità dei ribelli yemeniti Houthi che lo hanno rivendicato.

Redazione

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